Difendiamo insieme la scuola pubblica

Intervento di Carla Olivari, responsabile Dipartimento Saperi PD Liguria

Chi si occupa di educazione sa bene che i valori non si "inculcano", ma si trasmettono con l'esempio.

Chi si dedica all'educazione dei giovani, genitore o insegnante che sia, sa bene che i valori di rispetto dell'altro, di collaborazione per il perseguimento del bene comune, nell'ottica dell'eguaglianza dei suoi membri, come pari opportunità di partenza e pari trattamento nel corso della vita sociale vanno vissuti, per essere trasmessi, nella vita scolastica, familiare e sociale.

Solo così potranno diventare patrimonio dei bimbi e dei futuri adulti. Chi ha a cuore l'educazione sa che se famiglie e scuola non collaborano per andare nella stessa direzione non si arriva da nessuna parte. Chi si occupa di educazione trova grandi difficoltà attualmente a formare i giovani alla generosità, alla perseveranza, alla fatica dello studio e del lavoro, al rispetto di sé nella relazione con gli altri, perché ai giovani bisogna presentare esempi di vita vissuta.

Dalla crisi deve e può uscire una Liguria più giusta

StabiliMenti 2011. Genova, 21 ottobre 2011

Care delegate, cari delegati, cari amici e gentili ospiti.
Benvenuti a StabiliMenti2011, seconda edizione della Conferenza Programmatica regionale del Partito Democratico della Liguria. Ringrazio il Gruppo Consiliare regionale, seduto qui, per la collaborazione che ci ha dato nell'organizzazione di un evento che, ricordiamolo con soddisfazione, è unico in Italia. Siamo una delle poche regioni a svolgere la Conferenza Programmatica e la sola a farlo con modalità così impegnative ed ambiziose. 
Come un anno fa' al Palazzo della Meridiana ci incontriamo oggi per dare vita ad una tre giorni di lavoro e confronto sulla Liguria e su quello che noi possiamo fare per aiutarla in questo momento difficile.  

IL MOMENTO DIFFICILE

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Il mondo attorno a noi è cambiato molto rispetto al 2010. E' peggiorato, come avevamo previsto. Un anno fa da StabiliMenti avevamo denunciato questo Governo per aver mentito al Paese, negando le dimensioni di una crisi che non poteva non travolgerci. Eravamo poi scesi in piazza a Roma, dando prova della forza di un'Italia diversa, che vuole cambiare. Le immagini del video che abbiamo appena visto si ripeteranno fra poco, di nuovo a Roma, il 5 novembre. E noi ci saremo.Con la nostra passione e le nostre proposte, consapevoli che oggi siamo molti più di allora, che il Paese si aspetta da noi la responsabilità di ricostruirlo.In questi mesi drammatici abbiamo visto una maggioranza sgretolarsi e ricomporsi, parlamentari cambiare casacca più volte e l'aula di Montecitorio trasformarsi in un mercato. Avanti così non possiamo andare. Non reggerà il Paese e non reggeranno gli italiani. C'è una rabbia profonda nella protesta. L'indignazione si è allargata. Non è un caso che, mentre in tutto il mondo si manifestava pacificamente, da noi una compatta, criminale e organizzata minoranza abbia inscenato una guerriglia che ha riportato le lancette dell'orologio indietro di dieci anni, agli episodi a noi fin troppo noti del G8 di Genova. Non è un caso se, solo da noi e in Grecia, le parole sono messe a tacere dalle violenze."Indignati" non è solo il nome di un movimento globale di ribellione ad una crisi ingiusta e ai suoi artefici. Indignata è oggi l'Italia intera. Indignata e sgomenta, in tutte le sue componenti, dal sindacato alla Confindustria, dall'associazionismo alla Chiesa. Indignata è l'opinione pubblica che ormai all'80% vorrebbe le dimissioni di un Governo, di cui sappiamo tutte le malefatte e la cui sfacciata arroganza non ci sorprende più. In questo scenario tragico il nostro ruolo di democratici è chiaro e sempre più determinante. Non conosciamo né il giorno, né l'ora, ma sappiamo che questo Governo della vergogna cadrà. Berlusconi deve andarsene. Pagheremo per decenni i danni che lui e i suoi accoliti hanno inflitto al Paese. Noi avremo il compito di ricostruire sulle macerie, di ridare fiducia al Paese, di portare un po' di giustizia dove c'è disuguaglianza, di restituire un ruolo all'Italia in un contesto internazionale dove ormai siamo solo uno scomodo e ingombrante pericolo, perchè il nostro fallimento si porterebbe dietro quello dell'Europa intera.Sarà una ricostruzione lunga e faticosa, come quella di cui furono artefici i nostri nonni dopo la Resistenza. Dovremo mostrare lo stesso spirito dei partiti e della società di allora. Il PD deve trasmettere la portata culturale del cammino che abbiamo davanti, un cammino in cui ognuno deve fare la propria parte. 

Sanità in Regione: al centro la fusione Ist-San Martino

Audizione in Commissione del prof. Rosso e del dott. Barabino

Si sono svolte oggi in Commissione Sanità in Regione le audizioni del Prof. Riccardo Rosso, Direttore scientifico Istituto Tumori e del dott. Mauro Barabino, Direttore generale San Martino.

Sanità: il PD dà pieno sostegno alla fusione degli ospedali Evangelico e San Carlo

I consiglieri Basso, Miceli e Ferrando: "“Il provvedimento  non è in contrasto con la volontà a proseguire nella realizzazione dell’Ospedale del Ponente"

Montaldo: Accordo di tutte le Regioni su avvio del lavoro per nuovi criteri riparto fondo sanitario

L'assessore regionale alla Salute dopo la Conferenza delle Regioni

“Quello compiuto oggi in conferenza delle regioni è un primo passo per individuare nuovi criteri di ripartizione del fondo sanitario nazionale”.

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