Primarie Genova: la lettera di Roberta Pinotti ai democratici

 

Genova 5 dicembre 2011
 
Al Segretario della Federazione di Genova del Partito Democratico Victor Rasetto

Al Presidente della Commissione di garanzia del Partito Democratico di Genova Piero Gambolato

Ai componenti l'Assemblea provinciale di Genova del Partito Democratico

pinotti rCaro Victor, caro Piero, care amiche e cari amici,

oggi ho formalmente accettato la candidatura alle primarie che decideranno chi sfiderà il centro destra alle prossime elezioni per il Sindaco di Genova. Con queste poche righe vorrei esporvi le ragioni della mia scelta e chiedere il vostro sostegno.

Gli iscritti al nostro partito si sono espressi nel luglio scorso a favore delle primarie per il candidato Sindaco di Genova. È stato un passaggio importante, perché scegliere di fare le primarie, contrariamente a quel che si dice, non è abdicazione a un ruolo politico del partito. Anzi, è una scelta politica chiara che va rivendicata con forza.

È vero, la nostra priorità oggi è il superamento della crisi economica che sta attraversando il Paese. Non c'è dubbio.

Ma in questa fase, dobbiamo affrontare anche un altro enorme problema lasciato da Berlusconi: la crisi della democrazia. Il discredito delle istituzioni, il logoramento dei meccanismi che regolano i rapporti tra rappresentati e rappresentanti, la funzione della politica, cocciutamente e consapevolmente abbassata al rango di avanspettacolo dalla destra al potere, portano alla vittoria del populismo, dei personalismi e della demagogia.

Noi siamo altra cosa e dobbiamo usare il linguaggio della verità, come dice giustamente Bersani. Ci aspetta un lungo lavoro per ridare fiducia alle persone.

Prossimità, partecipazione, corresponsabilità, concertazione ed efficacia nelle scelte. Questo dobbiamo fare.

In questo senso, le primarie sono molto di più che il metodo con cui scegliamo il candidato a Sindaco di Genova. Rappresentano piuttosto lo strumento attraverso cui coinvolgiamo di più le persone nelle scelte che li riguardano.

Questo è il punto politico importante. Il resto sono tatticismi.

Solo dopo che il Pd, e la coalizione, hanno scelto questo percorso, ho dato la mia disponibilità. È stata una precisa scelta che rivendico con forza. Perché ho rispetto del nostro partito, delle sue scelte, dei suoi tempi. E perché so che le sfide particolarmente impegnative - e fare il Sindaco è una di queste - non si possono affrontare da soli e nemmeno con strappi o logiche muscolari.

Non mi sfugge la difficoltà della sfida. Tuttavia, dopo aver analizzato tutte le ragioni, ho lasciato che prevalesse il mio amore per Genova e per le persone che la abitano.

Tantissime persone mi hanno incoraggiata, in qualche modo spinta, a fare questo passo.

Ho deciso anche perché alla fine è cresciuta in me l'idea che l'esperienza nazionale di questi anni dovesse essere messa a disposizione della mia città in maniera ancor più forte e diretta.

Mi sono candidata, dunque. Con limpidezza e trasparenza. Ogni iscritto, ogni cittadino farà e dovrà fare le sue scelte, in piena libertà. Rispetterò ogni persona che sceglierà diversamente. Allo stesso modo chiederò rispetto per la mia decisione.

So di poter vincere le primarie. Ma ho messo in conto anche di poterle perdere. Se sarà così, il vincitore avrà tutto il mio sostegno.

In ogni caso, sono convinta che comunque andrà la sfida, che fatalmente costringerà militanti e iscritti a scegliere tra opzioni diverse, il Pd e la coalizione saranno più forti e pronti a battere il centro destra nella competizione che conta davvero.

E quindi, in bocca al lupo a tutti noi e che vinca il migliore!

Il Paese è in grande sofferenza, i Comuni hanno le casse vuote. Non esistono ricette miracolistiche o idee brillanti dell'ultima ora.

Non è questa lettera l'occasione per fare l'elenco delle cose da fare. Ci sarà tempo e modo di costruire e condividere un programma di governo dettagliato. Conosco i problemi della città, così come li conoscete voi.

Una cosa però la voglio dire subito: mi sono candidata per proporre un nuovo metodo di governo della città incentrato su collegialità, coesione e inclusione.

Troppi conflitti attraversano Genova. Troppi personalismi, troppe frizioni e troppi veti: tra enti e istituzioni, tra categorie produttive, tra parti sociali e, a volte, addirittura tra direzioni interne allo stesso Comune.

Quel che ho osservato in questi ultimi anni, quello che in tanti mi hanno rappresentato è che Genova può fare un ulteriore scatto in avanti solo se si ricostruisce una coesione sociale, produttiva e istituzionale che ora non vedo.

Le tensioni, i conflitti, anche frutto di interessi contrapposti, ci sono stati, ci sono ed è naturale che si producano. La risposta non è certo il finto unanimismo o, peggio, il quieto vivere che non disturba nessuno. I sì e i no vanno detti, eccome. Questa città ha bisogno di chiarezza e innovazione nelle scelte.

Un'amministrazione deve scegliere, ma deve anche saper essere inclusiva e non escludente, capace di compiere mediazioni alte, di rilanciare sforzi collegiali, di comporre e non di imporre.

Avverto la necessità di ridare fiato ad un tessuto cittadino sfibrato e sfiduciato.

Supereremo questo momento così difficile tutti insieme, facendo appello alle migliori risorse intellettuali, civili, culturali che io so che Genova possiede.

A loro mi rivolgerò direttamente. Chiederò loro di lavorare con me, con noi. Di fare squadra e di riportare

Genova dove è bene ed è giusto che stia. Nessun solista, ma una grande squadra.

Per questo mi candido. Questo voglio fare. Un grande progetto condiviso di città che nasce dalle sue persone.

Tutti insieme, con coraggio, intelligenza e passione, ce la possiamo fare. Perchè Genova non è solo la città dove viviamo. Genova è chi siamo.

 
Un abbraccio

 
Roberta Pinotti

Ue/bilancio 2012, Balzani: "Bene ok Parlamento ma ora Europa si doti di risorse proprie"


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"E' un segnale importante in un momento difficile: l'Unione ha il suo nuovo bilancio e può così affrontare in piena forza le sfide che la attendono".
E' quanto afferma l'europarlamentare del Pd Francesca Balzani, relatrice per il Bilancio 2012, commentando l'approvazione oggi in Aula a Bruxelles dell'accordo con il Consiglio sul Bilancio Ue 2012, che stanzia un totale di 147.232 miliardi d'impegno e 129.08 miliardi di pagamenti.
Poche e molto strategiche le priorità messe al centro di un documento finanziario che punta su un'Europa del lavoro e della crescita. Escono molto rafforzate le linee per la ricerca, l'innovazione e la formazione, alla base della Strategia 2020 che cosi inizia a essere concretamente finanziata.

Verso gli Stati Generali Nazionali della Cultura

intervento di Elide Taviani


taviani_elideQuando alla parola Cultura si affianca troppo spesso la parola crisi vuol dire che la situazione è grave ed è necessario imprimere svolte tempestive ed efficaci.
Mentre  tutta l'Europa e il mondo facciamo i conti con una crisi economica di proporzioni impreviste l'Italia sta vivendo anche una grave crisi culturale e democratica.
La Cultura produce progresso civile, crescita umana e della partecipazione, la sua crisi comporta crisi di partecipazione, di democrazia, di civiltà.
Ed è proprio dalla cultura che in tempi di crisi come questi occorre partire per migliorare la qualità della nostra vita individuale e collettiva, per dare nuovo impulso all'economia.
Ciò è tanto più vero in un Paese culturalmente ricco come il nostro e in una regione come la Liguria protagonista della Storia del mediterraneo e del mondo.
Come è emerso con chiarezza dai lavori preparatori ..."La cultura ... è al centro dei cambiamenti in atto nella città, la capacità di Genova di darsi una nuova identità, di darsi un futuro, dopo la crisi irreversibile della grande industria siderurgica e meccanica, dipende in larga misura dalla piena valorizzazione delle potenzialità della cultura."
Quando si parla di Cultura in Italia dobbiamo tener conto di una quantità di soggetti che già operano e lavorano in tutte le regioni del Paese, ma anche della necessità di sostenere la produzione culturale e artistica in  tutti i campi, con particolare attenzione agli esordienti, ai giovani, all'incontro fra culture, alla cultura al femminile.

Il Pd Liguria agli Stati Generali della Cultura

pd-conferenza-lavoro-stati-generali Stati Generali della Cultura, Roma 3 e 4 dicembre. Alla due giorni organizzata dal Partito Democratico nella Capitale la Liguria ci sarà. E interverrà con i suoi delegati (15 in tutto) e le proposte, idee, istanze emerse dal territorio.

Nel mese di novembre, tre diversi coordinamenti territoriali del PD Ligure hanno ospitato gli Stati Generali della Cultura regionali: l'11 novembre a Savona, il 17 a Chiavari e il 21 a Genova, con una partecipazione totale di circa centocinquanta operatori del settore. Michele Fina e Claudio Martini, in rappresentanza del Dipartimento Cultura del PD nazionale, sono intervenuti a due di queste consultazioni.

PUC Genova, un passo fondamentale per la città

tursiIl PD genovese e il gruppo consiliare a Palazzo Tursi approvano gli obiettivi del Piano Urbanistico Comunale e il percorso sino ad oggi sviluppato con un approfondito lavoro di confronto e ascolto di tutte le realtà produttive, economiche, professionali e sociali rappresentative della città.

"Riteniamo che l'adozione del Piano Urbanistico Comunale sia un passo fondamentale  per il futuro della città - dichiarano in una nota congiunta Victor Rasetto, Segretario PD Genova e Marcello Danovaro, Capogruppo PD in Consiglio Comunale -. E' fondamentale,  dal  punto di vista paesaggistico e produttivo, perché  rappresenta uno strumento capace di flessibilità e adeguamento ai cambiamenti che le evoluzioni e le trasformazioni socio-economiche future potranno richiedere. E'  fondamentale perché necessario "strumento" gestionale uno straordinario strumento per la difesa del territorio e della qualità ambientale. Un elemento che gli ultimi dolorosi avvenimenti ha confermato in tutta la sua drammaticità. Proprio sotto questi aspetti il PUC fissa obiettivi chiari: dalla riduzione dell'inquinamento atmosferico e acustico all'affermazione di Genova città dell'efficienza e del risparmio energetico; dalla difesa dell'assetto idrogeologico alla riqualificazione del verde pubblico fino al rilancio del territorio agrario produttivo".
Un Piano Urbanistico  fondamentale perché frutto di un lungo e approfondito lavoro di confronto e ascolto di tutte le realtà produttive, economiche e professionali rappresentative della città incontrate in oltre 27 sedute di Commissione.

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