Nell'anniversario di Guido Rossa un nuovo patto fra politica e cittadini

Lettera di Lorenzo Basso, segretario regionale PD Liguria, a La Repubblica, ed. Genova, del 24 gennaio 2012

guido-rossa_2Cara Repubblica, ricorre oggi il trentatreesimo anniversario dell`uccisione di Guido Rossa, punto di svolta della stagione degli Anni di Piombo, che a Genova inghiottì tanti uomini innocenti come Coco, Esposito, Tuttobene, Saponara e altri, mentre ancora più numerosi furono feriti e rapiti: Castellano, Cuocolo, Gadolla, Sibilla, solo per ricordarne alcuni. Allora ci salvò la forte presa di posizione a difesa della democrazia da parte di partiti e lavoratori e la solidarietà di un`opinione pubblica che seppe scegliere da che parte stare, schierandosi con lo Stato. 
Il crescendo di aggressività e tensione cui stiamo assistendo oggi è un segnale che dovrebbe  metterci in guardia contro l`attuale rischio di ricadere in un nuovo periodo buio per la nostra Repubblica.

Un uomo che aveva chiaro quale fosse il suo dovere. Prima di tutto

Un operaio specializzato. Un delegato sindacale. Un appassionato di montagna. Un eroe. Soprattutto un uomo che aveva chiaro quale fossa il suo dovere. E che lo metteva sempre al primo posto, con rigore e coscienza. Ma anche con totale consapevolezza dei rischi che correva.
Il 24 gennaio di trentatré anni fa, Guido Rossa veniva barbaramente ucciso dalle BR. Quattro colpi alle gambe e due al petto per freddare l'uomo che aveva osato sfidarle, denunciando chi introduceva in fabbrica i volantini di propaganda delle Brigate Rosse con l'obiettivo di conquistare quella fascia grigia di opinione che non si schierava "né con le BR né con lo Stato".
E invece furono proprio quei proiettili a sancire la condanna a morte delle BR, la totale e definitiva rottura dei brigatisti con la classe operaia. Aveva vinto Guido.

L'amministrazione è una squadra e quello che abbiamo fatto lo abbiamo fatto insieme

Il teatro è pieno. In platea e nei palchetti. Il popolo di Marta ha risposto senza indugio all'invito al Modena di Sampierdarena. Sono passate da poco le 17, si abbassano le luci. Sullo schermo le immagini e le note di "Imagine" raccontano che "Noi a Genova facciamo così", che seguiamo i veri principi, che siamo un popolo e un'amministrazione coraggiosa e virtuosa.

La proiezione finisce. Accolta da un lungo applauso, la sindaco sale sul palco. Da sola, illuminata da uno spot di luce, inizia a raccontare la sua Genova: quella di ieri, quella della "Nuova Stagione" ("che non è mai stata contro persone o amministratori precedenti") e quella che sarà se verrà riconfermata a Tursi.

Parla con passione la sindaco. Davanti a lei, sul palco, un leggio per appoggiare gli appunti. D'altronde i temi da affrontare sono davvero molti. E non ne lascia indietro nessuno Marta. Nemmeno quelli negativi come i problemi delle alleanze di un quadro politico che dal 2007 ad oggi è cambiato, la vicenda "mensopoli", le alluvioni di Sestri e della Valbisagno.

marta_primo_piano_sorridenteInizia dal nuovo PUC la sindaco: "un Piano da cui ha preso forma la speranza di un grande futuro per la città".

E poi la sfida contro l'isolamento di Genova, "città d'accesso per definizione ma nella realtà inaccessibile". Cita i progetti strategici sbloccati come "il nodo ferroviario, la strada a mare, la strada di sponda destra, il nodo di San Benigno, la gronda, il terzo valico e il progetto della tranvia in Valbisagno".

Genova città di Cultura: "nonostante le criticità nazionali, il sistema ha tenuto e il comparto si è consolidato. Oggi possiamo dire con orgoglio che il Carlo Felice c'è, anche grazie ai suoi lavoratori". Ed ancora "il Festival della Scienza, il Suq e la Notte Bianca che hanno visto gli spazi pubblici trasformati in occasione di socializzazione".

Ma anche Genova Città dei Diritti: "che con un approccio laico ha voluto il testamento biologico, il tempio laico, il più bel Gay Pride mai organizzato in Italia, l'accordo per la moschea con la comunità islamica". Nel futuro Genova Città dei Diritti "dovrà riprendere la battaglia per voto agli immigrati". E dovrà essere una Smart City, "dove si vive, si lavora e si respira bene".

Genova anche città del Rigore nei conti pubblici, del bilancio come leva di sviluppo: "abbiamo ridotto il debito del 4,8 %, mentre il governo Berlusconi faceva aumentare quello dello Stato del 15%. Abbiamo chiesto molti sacrifici ai cittadini e primi fra tutti ai dipendenti comunali, di cui ho potuto apprezzare la professionalità. In questi anni abbiamo mandato in pensione circa 600 persone, ma non ne abbiamo riassunte altre e questo ha significato un aumento dei carichi di lavoro. Certo non abbiamo licenziato nessuno, qui non c'è Marchionne per fortuna".

Continua il primo cittadino: "adesso la parola "rigore" è diventata di moda e va bene il rigore del governo Monti, però personalmente mi batterò politicamente perché ai Comuni venga lasciata almeno la metà dell'IMU. Con 46 milioni di Euro potremmo portare il metro in piazza Martinez, pareggiare il bilancio Amt, acquistare nuovi bus ecologici, ridurre le tariffe degli abbonamenti per le famiglie e gli anziani. Ce la potremmo fare".

Non certo per ultima Genova città del Lavoro: "si dice che un sindaco non dovrebbe andare in testa ai cortei. E' vero, ma è chi non ci riconosce come interlocutore nelle scelte di politica industriale che coinvolgono il nostro territorio che mi costringe a farlo. Perché se c'è da stare da una parte, noi stiamo dalla parte dei lavoratori". E Genova città strategica "nel nuovo Nord Ovest con l'alleanza fondamentale con Pisapia e Fassino".

C'è anche spazio per l'autoironia nelle parole della sindaco: "sulle scelte strategiche so di aver fatto bene. Ma dove proprio non c'ho acchiappato niente è il tema del calcio e dello stadio. Lo ammetto. Probabilmente ho trascurato il fatto che queste vicende suscitano passioni e rancori".

Sul finire Marta Vincenzi rivendica il suo ruolo. "Io mi comporto da sindaco e continuo a fare il sindaco. L'amministrazione è una squadra e quello che abbiamo fatto, se lo abbiamo fatto bene, lo abbiamo fatto insieme". E continua: "Cosa significa quando si dice che si vuole qualcosa di nuovo? Sembra la pubblicità del Ferrero Rocher, ma io non sono certo un prodotto da banco. Proprio perché sono il sindaco, faccio io le domande agli altri candidati: qual è il progetto di città che si propone? Spero non quello di tornare indietro, perché non è la somma degli scontenti che fa un progetto politico. Chiedo agli altri candidati: condividete l'idea di città che esce dal PUC? E l'impianto del sistema di infrastrutture? Ma anche: con un budget di 83 milioni di Euro, quale ricetta proporrete per tenere insieme servizi, cultura e territori? Parliamo di questo, di contenuti e non di feeling".

E conclude: "Berlusconi è finito, ma il Berlusconismo che è in noi no. Vediamo allora di non farlo vincere a Genova".

Alice Tordo


giovedì, 19 gennaio 2012

Genova è chi siamo e noi siamo tantissimi. Tutti insieme possiamo cambiare e dare molto alla città

incontro_pinotti_sala_barabino

Fuori  l'aria è fredda e pungente, è decisamente arrivato l'inverno. Dentro, negli spazi del Teatro della Gioventù, si respira invece un'atmosfera calda e di festa. Manca meno di un mese alle primarie del centro sinistra e oggi Roberta Pinotti incontra i sostenitori del Partito Democratico.

"Il Partito Democratico è il mio partito - esordisce la senatrice genovese - . E le primarie sono nel DNA di questo partito.  A Genova, nel momento in cui è sembrato non ci fosse più molto feeling tra l'amministrazione locale e la città, si è scelto di rifarsi a questo strumento per decidere chi candidare alle amministrative della prossima primavera. Si è trattato di una decisione responsabile in vista di un appuntamento elettorale decisivo, specie se consideriamo il fatto che Genova è la città più importante che andrà al voto prima delle politiche del 2013".

Nella Sala Barabino stracolma sono molti i sostenitori della candidata Pinotti, sul palco insieme a lei Bruno Sessarego che la presenta alla platea, anche se forse non ce ne sarebbe bisogno.

"Molte delle persone qui stasera in questi mesi mi hanno motivata e spinta a candidarmi - prosegue Pinotti -. Ci ho riflettuto molto sopra e mi sono chiesta a lungo: sono pronta? Valutando le esperienze di governo locali e nazionali che ho vissuto in questi anni, mi sono convinta che sì, sono pronta a essere sindaco e posso farlo bene".

Ma il mestiere di primo cittadino Roberta Pinotti non vuole farlo da sola.

"Un sindaco nella sua squadra ha gli assessori, il Consiglio Comunale, gli altri enti locali della città - spiega Roberta Pinotti - . Ma parte fondamentale della squadra per me è il Partito Democratico. Perciò sì alla vicinanza e all'ascolto, no all'arroganza e all'autoreferenzialità".

Mamma, educatrice, insegnante, lavoratrice. Nata a Genova, residente a Sampierdarena. Microfono in mano, che ogni tanto fa le bizze, jeans, maglione (forse domani la fascia tricolore), appunti alla mano. Roberta parla al suo pubblico. E racconta la sua Genova, la Genova che vorrebbe. In continuità comunque con le scelte dell'attuale amministrazione.

Va per temi la senatrice genovese.

Asili nido: "in cinque anni voglio azzerare le liste d'attesa".

Scuola: "non esiste più il tempo pieno. Con l'aiuto del Comune sarebbe utile riuscire a utilizzare lo spazio nelle scuole per l'accoglienza dei ragazzi e venire incontro alle esigenze di tempo dei genitori".

Immigrazione e sicurezza : "parliamo del mio quartiere, Sampierdarena. Qui l'immigrazione è una realtà importante. La risposta al fenomeno non può essere altro che l'integrazione, ma anche il rispetto delle regole, perché la sicurezza è libertà per tutti. E poi non dimentichiamo la prevenzione; pensiamo ad esempio al proliferare senza regole delle sale gioco in città. A Sampierdarena, tra via Molteni e via Avio, ci sono ben quattro sale gioco. E questo comporta una serie di problemi. Il Comune avrebbe dovuto prestare attenzione maggiore per disincentivare la concentrazione di questi luoghi pubblici".

Decentramento: "i Municipi devono avere più poteri, risorse e responsabilità. Sarà una migliore gestione del decentramento che ci darà la risposta a uno dei problemi più denunciati nei diversi quartieri che ho incontrato, quello dello scarso decoro, pulizia e manutenzione degli spazi pubblici".

Lavoro: "i nostri giovani hanno risentito della capacità della città di mettersi in gioco. Nel corso degli anni siamo diventati una città con sempre meno futuro, io voglio invertire questa rotta. Genova deve puntare sul lavoro e scommettere sull'high tech. Occorre un'operazione di marketing perché la nostra città torni all'attenzione del mercato internazionale".

Insomma: "Genova è chi siamo e noi siamo tantissimi. Tutti insieme possiamo cambiare e dare molto alla città. Io ci credo e spero ci crediate anche voi".

La candidata alle primarie lascia spazio agli interventi del pubblico. Salgono sul palco a sostenere Roberta Pinotti:

Silvia Viani, giovane PD del Circolo della Foce : "la politica è un progetto per cambiare e io ho scelto Roberta Pinotti perché coinvolge le altre persone nella voglia di cambiamento".

Alessio Conti, democratico della Valpolcevera : "è importantissimo che il sindaco comunichi coi cittadini e su questo il nostro attuale primo cittadino ha peccato".

Graziela del Pino, Coordinamento Donne Latino Americane : "sto con Roberta perché la conosco e ho lavorato con lei. Le chiedo che quando sarà sindaco riattivi l'assessorato all'Immigrazione".

Stefano Bernini, presidente Municipio Medio Ponente : "nel 2007 nutrivo forti speranze nel decentramento della città. Perché la città è complessa e diverse devono essere le risposte. Invece abbiamo vissuto scelte precostituite e imposte a chi viveva il territorio. Non può essere un solo sindaco a sostenere la sua idea di città".

Alessandro Repetto, presidente Provincia di Genova : "alla politica serve un ricambio generazionale. In questi anni ho sofferto la mancanza di comunicazione tra le diverse istituzioni. Il protagonismo deve lasciare spazio a volte all'umiltà".

incontro_pinotti_sala_barabino_3Ci sono anche i delegati Rsu in Fincantieri Sestri di Fim, Uilm e Fiom: Guido Misi, Giacomo Bottaro e Alessandro Buffa. Per loro "serve un sindaco che sappia unire e rappresenti tutta la città".

A chiudere l'evento è la candidata Roberta Pinotti, che lancia un ultimo messaggio: "Personalmente amo più fare che parlare. Se mi darete la possibilità di fare, non vi pentirete di avermi concesso la vostra fiducia".

Alice Tordo

martedì, 17 gennaio 2012

Primarie Genova 2012


DIAMO FORZA AL PD PER DARE FORZA ALLE NOSTRE IDEE 

Molti Comuni liguri andranno al voto nelle prossime amministrative. In ogni territorio coinvolto il corrispondente livello del Partito Democratico locale, insieme ai partiti alleati, ha scelto il percorso verso le elezioni. Sul sito del PD della Liguria potrete seguire le comunicazioni più importanti relative alla campagne elettorali per i Comuni che andranno al voto.  

Nel capoluogo ligure, come sapete, domenica 12 febbraio si terranno le primarie di coalizione, dove si sfideranno più candidati. Due di loro sono esponenti democratiche e il PD della Liguria le sostiene convintamente entrambe, senza parteggiare né per l’una né per l’altra - come più volte ribadito dal Segretario regionale Lorenzo Basso - poiché compito dei livelli regionale e nazionale è garantire una campagna elettorale corretta, che consenta ad ogni democratico di compiere scelte consapevoli e sostenere il programma che ritiene migliore per il futuro della propria città.

Potrete seguire i principali sviluppi sul nostro sito e, più dettagliatamente, su quello del PD Genova.

Diamo forza al PD per dare forza alle nostre idee.


LINK UTILI

www.pdgenova.it


LE LETTERE DELLE CANDIDATE AI DEMOCRATICI

Lettera di Marta Vincenzi
Lettera di Roberta Pinotti


ARTICOLI

Intervista a Marta Vincenzi
Intervista a Roberta Pinotti
Resoconto incontro Roberta Pinotti 16 gennaio 2012
Resoconto incontro Marta Vincenzi 18 gennaio 2012


INCONTRI CON LE CANDIDATE

guarda il calendario

 

DOVE E COME VOTARE

L'elenco dei seggi e le istruzioni di voto

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