Verso gli Stati Generali Nazionali della Cultura

intervento di Elide Taviani


taviani_elideQuando alla parola Cultura si affianca troppo spesso la parola crisi vuol dire che la situazione è grave ed è necessario imprimere svolte tempestive ed efficaci.
Mentre  tutta l'Europa e il mondo facciamo i conti con una crisi economica di proporzioni impreviste l'Italia sta vivendo anche una grave crisi culturale e democratica.
La Cultura produce progresso civile, crescita umana e della partecipazione, la sua crisi comporta crisi di partecipazione, di democrazia, di civiltà.
Ed è proprio dalla cultura che in tempi di crisi come questi occorre partire per migliorare la qualità della nostra vita individuale e collettiva, per dare nuovo impulso all'economia.
Ciò è tanto più vero in un Paese culturalmente ricco come il nostro e in una regione come la Liguria protagonista della Storia del mediterraneo e del mondo.
Come è emerso con chiarezza dai lavori preparatori ..."La cultura ... è al centro dei cambiamenti in atto nella città, la capacità di Genova di darsi una nuova identità, di darsi un futuro, dopo la crisi irreversibile della grande industria siderurgica e meccanica, dipende in larga misura dalla piena valorizzazione delle potenzialità della cultura."
Quando si parla di Cultura in Italia dobbiamo tener conto di una quantità di soggetti che già operano e lavorano in tutte le regioni del Paese, ma anche della necessità di sostenere la produzione culturale e artistica in  tutti i campi, con particolare attenzione agli esordienti, ai giovani, all'incontro fra culture, alla cultura al femminile.


Da sempre, nella storia, la ricchezza di produzione culturale è legata all'incontro e al confronto fra soggetti, popoli e culture differenti, così oggi le produzioni migrantiE' necessario sostenere la produzione culturale con interventi diretti ma anche ponendo attenzione alle ricadute sulla cultura di misure che apparentemente riguardano altro. A partire dai tagli all'educazione e alle misure di sostegno al diritto allo studio, o da piccole misure come l'eliminazione della "tariffa editori" per le spedizioni di libri e riviste che sta contribuendo non poco a rendere difficile, se non impossibile, la vita dei piccoli editori i quali, molto più dei grandi, davano spazio a esperienze editoriali interessanti e nuove.
Nel nostro Paese patrimonio artistico e paesaggistico sono strettamente legati in un insieme che ha potenzialità
economiche ancora da sviluppare e che richiedono uno stretto coordinamento con gli sforzi nel comparto del turismo, come rilevato negli incontri provinciali.
Occorre andare oltre la logica della tutela e della conservazione per valorizzare e sviluppare.
La svolta politica odierna con ministri di alto, altissimo, profilo scientifico e culturale, con un sottosegretario all'editoria, può rappresentare l'inizio della ripresa non solo economica ma anche sociale e culturale del nostro Paese. sono fra le cose più interessanti che ho ascoltato, visto e letto negli ultimi anni.

Elide Taviani

 

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