Il Pd Liguria agli Stati Generali della Cultura

pd-conferenza-lavoro-stati-generali Stati Generali della Cultura, Roma 3 e 4 dicembre. Alla due giorni organizzata dal Partito Democratico nella Capitale la Liguria ci sarà. E interverrà con i suoi delegati (15 in tutto) e le proposte, idee, istanze emerse dal territorio.

Nel mese di novembre, tre diversi coordinamenti territoriali del PD Ligure hanno ospitato gli Stati Generali della Cultura regionali: l'11 novembre a Savona, il 17 a Chiavari e il 21 a Genova, con una partecipazione totale di circa centocinquanta operatori del settore. Michele Fina e Claudio Martini, in rappresentanza del Dipartimento Cultura del PD nazionale, sono intervenuti a due di queste consultazioni.

"Partendo dalla constatazione che il governo Berlusconi ha proseguito una politica iniziata ormai più di vent'anni fa che predilige il disinvestimento in cultura, gli operatori liguri hanno ribadito come la cultura sia parte della soluzione alla crisi socio-economica che stiamo vivendo, e non parte del problema - commenta Paola Bellotti, responsabile Dipartimento Cultura PD Liguria - . La crescita umana che la cultura porta con sé non può che essere considerata strumento fondamentale di emersione dalla crisi, insieme al contributo al PIL che l'economia della conoscenza, e quindi l'industria culturale, portano alla nostra Regione e al nostro Paese. La discontinuità con le politiche precedenti che dovrà emergere dagli Stati Generali della Cultura è però condizionata dal contesto in cui viviamo: un governo di ‘emergenza' che sosteniamo e che quindi ha bisogno di nostre indicazioni operative per gestire il delicatissimo momento attraversato dalla nostra economia".

Uscire dalla logica dei tagli lineari sembra ovvio, ma sarà fondamentale dare delle priorità: per esempio, favorire logiche di premiazione della qualità e della gestione virtuosa delle istituzioni culturali. Oppure, valorizzare le iniziative di cooperazione tra enti culturali per limitare quel 'pulviscolo culturale' che favorisce la dispersione di risorse.

"E' emersa una forte necessità di valorizzare le professionalità che esistono nel settore, dando priorità alle istituzioni responsabili della promozione culturale sul territorio piuttosto che agli eventi episodici - prosegue Paola Bellotti - . Questo permetterà di garantire una continuità nel lavoro di promozione che sembra essere l'unico modo per coinvolgere le giovani generazioni nella fruizione e produzione culturale. La cultura è democrazia nel momento in cui è in grado di coinvolgere giovani e nuovi cittadini. Solo attraverso questa apertura si può garantire un futuro ad un'intera generazione di operatori del settore che proietteranno il loro lavoro ad un pubblico molto più eterogeneo e culturalmente "contaminato".

"Infine, punto di riflessione fondante è stato quello sul concetto stesso di cultura, in un partito in cui, se ne prende atto, è mancata ad oggi una riflessione in merito - conclude Paola Bellotti - . In un dibattito pubblico in cui sembra prevalere una concezione "ornamentale" della cultura, è importante interrogarsi su quale possa essere l'idea di cultura che dovrà emergere dagli Stati Generali. Si è quindi manifestato chiaro il bisogno di una "riqualificazione culturale" del Partito Democratico, punto di partenza per la definizione di nuove politiche e nuove linee di investimento in un settore così cruciale per il futuro della nostra regione".

venerdì, 2 dicembre 2011



Tags: Paola Bellotti  cultura  

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