Buona Scuola ed educazione all'affettività

Roma, 16 luglio 2015

carocciCare e cari,

la Camera ha approvato in via definitiva il DDl la Buona Scuola. Con questa riforma si riafferma il ruolo della scuola nella società della conoscenza attraverso il pieno coinvolgimento della comunità scolastica nella definizione del piano dell'offerta formativa. Al centro ci sono l'autonomia, l'apertura delle scuole al territorio, l'apprendimento per competenze. L'obiettivo è quello di innalzare la qualità della didattica, di contrastare le disuguaglianze socio-culturali e territoriali, di dare risposte efficaci al fenomeno della dispersione scolastica. Si aprono per questo nuovi spazi alla progettualità ed alle scelte collegiali nella scuola.

Dopo anni di tagli questa è una riforma che investe sulla scuola e lo fa con uno stanziamento di 4 miliardi in due anni. E'una chiara scelta politica: investire sull'istruzione. Una riforma che parte dal più grande piano assunzionale degli ultimi anni: 100 mila insegnanti assunti quest'anno e 60 mila dal prossimo anno attraverso un concorso con il quale saranno valutate non certo le conoscenze, ampiamente riconosciute, ma le capacità didattiche e pedagogiche.

L'autonomia scolastica è lo spazio vitale entro il quale le scuole possano concretizzare piani che realmente, con risorse stabili, consentano di mettere in moto tutte le loro capacità di ricerca, sperimentazione, costruzione didattica e pedagogica.

Questo elemento però è stato colto da pochi: alcuni legittimamente concentrati sulle preoccupazioni derivanti dal piano assunzionale e altri attenti ad una fantomatica privatizzazione della scuola pubblica o ad un imminente attentato alla libertà di insegnamento. Per realizzare la scuola dell'autonomia si investono delle risorse: ogni scuola avrà a disposizione un organico aggiuntivo. Una scelta che, per la prima volta in assoluto, dà alle scuole la possibilità di utilizzare migliaia di docenti in più rispetto ai tradizionali organici, docenti che stabilmente potranno sostenere obiettivi formativi orientati a migliorare le competenze degli studenti, a favorire l'inclusione, a contrastare la dispersione. Così si sostengono la scuola pubblica e la libertà di insegnamento.

Sappiamo bene che la scuola è un organismo complesso, un laboratorio di democrazia e che la qualità della democrazia del futuro dipende dalle scelte che sapremo fare oggi. Si è criticato il ruolo del dirigente scolastico.

Il dirigente scolastico è colui che oggi percepisce uno stipendio spesso inferiore a quello di un docente a fine carriera, è quello che ha responsabilità amministrative e contabili verso le quali risponde personalmente, è quello che deve garantire la sicurezza della scuola anche quando non ha mezzi e poteri per farlo, è quello che ha piena responsabilità nelle relazioni sindacali e nell'attuazione dei contratti. Ma è anche quello che ha responsabilità per l'attuazione dell'offerta formativa e questo non può farlo in solitudine. Senza i suoi docenti non va da nessuna parte, deve coinvolgere, motivare, sostenere l'innovazione ed il miglioramento, deve sostenere e non reprimere il cantiere della sperimentazione che si nutre di libertà d'espressione e di pensiero, di libera circolazione delle idee.

Chiariamo che il dirigente non assumerà nessuno perché ogni docente sarà assunto dallo Stato con un contratto a tempo indeterminato, ma farà delle valutazioni in base al piano dell'offerta formativa cercando di costruire la squadra migliore possibile, quella che potrà dare maggiori opportunità ai propri ragazzi. In questo senso gli ambiti territoriali daranno finalmente l'opportunità alle scuole di lavorare in rete, di scambiare energie, risorse e progetti.

Ecco, buona scuola è tutto questo: più risorse, raddoppio del Fondo del funzionamento degli istituti, più continuità didattica. Più insegnanti, più competenze: mettiamo 90 milioni di euro per la didattica innovativa. Mettiamo risorse per far funzionare i laboratori, con un serio investimento per formare gli insegnanti a questa didattica. Più autonomia, più reti, più contaminazione delle buone pratiche; più merito, perché per la formazione degli insegnanti, nei quali noi crediamo, si stanziano 40 milioni di euro. Ogni anno i docenti riceveranno 500 euro per la «carta insegnanti» per le loro scelte formative e di aggiornamento culturale. Più sicurezza, con i fondi destinati all'edilizia scolastica. Più futuro, grazie all'investimento sull'alternanza scuola/lavoro.

Ora inizia la fase dell'applicazione della norma. I collegi docenti potranno progettare la propria offerta formativa, come hanno sempre fatto, ma con una possibilità in più: decidere quali docenti serviranno per attuarla. Vi assicuro tutto il mio impegno per seguire l'attuazione della legge, e conto come sempre su di voi anche per affrontare le criticità che potranno verificarsi.

In questo dossier sono contenute molte informazioni relative al testo approvato che è stato ampiamente modificato nel corso dell'iter parlamentare

http://deputatipd.it/files/documenti/96_La_Buona_Scuola_0.pdf

In questa pagina tutte le info e le dichiarazioni dei deputati del gruppo PD

http://deputatipd.it/blog/scuola

Infine l'elenco degli odg sul quale il governo si impegnato:

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=9/02994-B/078&ramo=CAMERA&leg=17

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=9/02994-B/080&ramo=CAMERA&leg=17

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=9/02994-B/079&ramo=CAMERA&leg=17

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=9/02994-B/082&ramo=CAMERA&leg=17

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=9/02994-B/081&ramo=CAMERA&leg=17

 

Educazione all'affettività

Inoltre, nell'ultimo mese dopo gli sconcertanti episodi legati alla presunta teoria del gender abbiamo deciso di intervenire nelle aule parlamentari per chiedere conto dei gravi fatti che stanno accadendo nelle scuole. Stupisce che questo violento attacco accada proprio nei giorni in cui la cronaca quotidiana ci offre un quadro sconfortante dei rapporti conflittuali, spesso anche violenti, che connotano il comportamento e le relazioni tra i più giovani soprattutto per quello che concerne il loro orientamento sessuale e la loro identità. Ci si aspetterebbe, dunque , una maggiore attenzione riguardo all'educazione all'affettività e azioni di contrasto più incisive rispetto alle discriminazioni legate all'orientamento sessuale e all'identità di genere. Azioni che semplicemente mettano nero su bianco quei principi di pari opportunità, di dignità e rispetto della persona che sono elementi fondanti della nostra Carta costituzionale. Tutto il mondo libero e civile va in questa direzione mentre noi parliamo della fantomatica "teoria gender" come se essa rappresentasse il preludio alla fine del mondo, restando incatenati a dannosi pregiudizi ideologici e a un'era in cui i diritti non sono per tutti e dove l'educazione all'affettività viene incredibilmente scambiata con il tentativo di traviare i più giovani.

La parola gender, che sembra stia sconvolgendo intere famiglie e che in realtà viene usata per impedire che si parli del sacrosanto diritto al riconoscimento delle differenze, è la traduzione del termine "genere", con il quale si cerca di dire una cosa molto semplice, e cioé che l'orientamento sessuale non sempre coincide con l'identità di genere: un uomo, per esempio, può essere gay ma non per questo non sentirsi ed essere completamente uomo. Quello che una società complessa e tollerante dovrebbe fare è adottare tutti gli strumenti necessari per impedire che proprio a partire dalla scuola, il modo di sentirsi e di essere legato al proprio orientamento o alla propria identità, sia oggetto di forme di violenza o discriminazione. E basterebbe cominciare raccontando ai più piccoli che nella realtà esistono tanti modi di essere femmina o maschio e non bisogna averne paura.

Per molti anni l'incapacità di comunicare questa realtà ha prodotto dolore e frustrazione: l'orientamento sessuale o l'identità non sono frutto di una scelta. Ed è proprio per questo che appare molto difficile comprendere le ragioni di chi si indigna perché i nostri bambini possano capire attraverso semplici racconti o giochi che la realtà è molto più complessa, ma non per questo complicata, di ciò che credono. E che esistono tanti modi differenti di essere mamma o papà, uomo o donna. E che famiglia, per esempio, è il luogo dove ci si ama.

Due psicoterapeute a Trieste hanno cercato di spiegare come siamo tutti uguali pur nelle nostre diversità facendo un semplice gioco (il Gioco del rispetto – Pari e dispari). Tra le altre cose hanno chiesto ai bambini di correre e poi hanno domandato alle femmine di sentire il cuore dei maschi e viceversa. Siamo tutti uguali. I nostri cuori battono esattamente nello stesso modo. Ebbene, le insegnanti sono state accusate di spingere i bambini a palpeggiarsi. Ecco, in nome di un assurdo controllo sull'affettività impediamo ai nostri figli di imparare uno dei valori fondamentali su cui si fonda una società civile, la tolleranza, la cura e l'amore per la differenza che non deve fare paura ma può essere accolta e inclusa perché siamo tutti uguali; il nostro cuore batte allo stesso modo.

La scuola dovrebbe essere il primo luogo dove un ragazzo impara il rispetto dell'altro da sé. La scuola deve essere un luogo protetto dove un bambino o una ragazzo non vengano emarginati, discriminati, vessati semplicemente per quello che sono ma guidati a conoscere come è fatto il mondo senza paura o pregiudizi. E dovrebbe essere il luogo dove cominciare a verificare le conoscenze dei bambini su cosa significa essere maschi o femmine perché questo potrebbe aiutarli a comprendere che vi sono tanti punti di vista diversi. Potrebbe aiutarli a stare meglio.

Il nostro Paese ha bisogno di aprirsi e di diventare grande. Ha bisogno di tolleranza e conoscenza. Lavoriamo perché le esperienze importanti che si realizzano sul territorio non vengano perse e impegnamoci fino in fondo perché ogni bambino o ragazzo a prescindere da ciò che è, si senta a casa ovunque sia.

Qtime al Ministro Giannini

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=3/01567&ramo=CAMERA&leg=17

Interrogazione PD sui libri messi all'indice a Venezia
http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=5/06025&ramo=CAMERA&leg=17

Un caro saluto

Mara Carocci

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