On.le Mara Carocci: la buona scuola e Presa Diretta

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La puntata di Presa Diretta di domenica 8 febbraio dedicata a la Buona Scuola, pur avendo il merito di accendere un riflettore sulla situazione dell'istruzione nel nostro Paese, conteneva -da una parte- alcune inesattezze e - dall'altra - partiva da una tesi precostituita scorretta. Infatti, la situazione di grande difficoltà in cui versa la scuola italiana non dipende certamente dalle scelte che sta facendo il governo Renzi ma da quelle sciagurate prese nei cinque anni in cui al MIUR sedeva la Gelmini.

E' allora che il sistema della scuola pubblica è stato quasi smantellato attraverso una serie di tagli lineari, e parliamo di più di 8 miliardi di euro, che hanno inciso profondamente non solo sulla vita dei docenti e degli studenti ma anche su quella delle stesse scuole con sforbiciate mostruose ai fondi per l'autonomia e al fondo di istituto.

Non è stato certamente questo Governo a chiedere alle famiglie un contributo volontario e, anzi, ai tempi in cui il PD era all'opposizione ha denunciato con forza quella drammatica forzatura imposta da scelte sbagliatissime. Per questo è importante partire da un assunto: il governo dopo anni di tagli sta invertendo la tendenza mettendo soldi. E bastano pochi dati: nella Legge di Stabilità sono stati investiti 4 miliardi di euro per la Buona Scuola più 3 ogni anno successivo. Questo significa che la scuola sarà dotata stabilmente di risorse con cui rimettersi in piedi. E sono fondi che serviranno per le assunzioni, la formazione degli insegnanti, il potenziamento dell'alternanza scuola lavoro e il nuovo piano per la scuola digitale. Questo significa anche che si ridurranno gli studenti per classe e si ricostituirà il sistema delle compresenze nella scuola primaria per esempio.

E poi ancora gli interventi a sostegno dell'edilizia scolastica che sono stati al centro dell'iniziative dell'esecutivo e della maggioranza che lo sostiene proprio perché è chiaro ed evidente lo stato fatiscente di molti nostri edifici. Quasi due miliardi di euro: è stato detto che non è sufficiente. Bene, ma intanto è un inizio e sono tanti gli interventi realizzati e ci sono i dati a dimostrarlo (il sito del governo elenca tutte le inizative). E c'è da aggiungere che dopo 17 anni si è nuovamente riunito e in modo permanente l'osservatorio per l'edilizia scolastica. Per non parlare del piano di immissioni in ruolo con cui si vuole iniziare finalmente a chiudere la pagina del precariato inziando dalla chiusura delle GAE ma tenendo in considerazione anche gli altri elementi sul terreno e cioè la sentenza europea e la tutela degli insegnanti abilitati. Tuttavia, è bene sottolineare che dal 2015 lo strumento per essere assunti sarà il concorso in cui verranno valutati e premiati titoli e anni di sevizio. Ed è stato il govern Renzi che dopo anni di tagli ha rifinanziato il MOF (fondo per il miglioramento dell'offerta formativa) indispensabile per garantire la reale autnomia delle scuole che era stato progressivamente svuotato di fondi.

E prima che Presa Diretta andasse a raccontare le straordinarie buone pratiche del liceo Labriola o del Majorana, ci erano già stati molti parlamentari del PD perché di quelle buone pratiche, frutto di innovazione ed intelligenze, si vorrebbe fare rete. Dovrebbero diventare pratiche istituzionalizzate. Il PD è andato a imparare sul terreno come si fa la buona scuola e, nel frattempo, si è messo a testa bassa girando tutta l'Italia per ascoltare studenti, insegnanti, famiglie, dirigenti, personale della scuola.

In merito all'ingresso dei privati nessuno ha mai sostenuto che essi dovrebbero sostituire l'intervento dell'amministrazione pubblica ma semplicemente integrarlo laddove vi siano progetti interessanti e validi e nel pieno rispetto dell'autonomia delle scuole. Come ha specificato Davide Faraone: «Noi non vogliamo dare le chiave delle nostre scuole ai privati, ma al tempo stesso non abbiamo paura del rapporto con i privati. Se Microsoft mette a disposizione risorse economiche per formare insegnanti sulla didattica digitale, o Unipol vuole investire su edifici fatiscenti, dobbiamo rifiutare?». «Certo - prosegue il sottosegretario -, non devono essere risorse indispensabili: quello che è indispensabile lo mette lo Stato, ma se ci sono risorse aggiuntive, le prendo. E ogni istituto può fare in autonomia queste convenzioni».

Si può criticare tutto della buona scuola ma non il principio che la anima: la voglia di rimettere la scuola al centro. Il 28 febbraio molti dubbi saranno fugati e il PD è a disposizione per sciogliere tutti quelli che sorgeranno.

http://www.partitodemocratico.it/doc/275387/edilizia-assunzioni-investimenti-le-cifre-della-buonascuola.htm



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