Legge di Stabilità: rischio taglio di 35 milioni di euro al polo di ricerca e di attività industriali ad alta tecnologia della Liguria

Roma, 21 ottobre 2014

basso-conf-1È l’On. Lorenzo Basso a lanciare l’allarme dopo la lettura della bozza di legge di Stabilità 2015, che proprio oggi è stata sottoposta all’esame del Presidente della Repubblica. 

“Al momento non ci sono certezze, poiché manca ancora il testo definitivo con la "bollinatura" della Ragioneria dello Stato, ma la prima versione inviata alla lettura della Presidenza della Repubblica riporta all’articolo il 28, dal titolo “riduzioni delle spese e interventi correttivi del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca” al comma 13 (titolato “Erzelli”), la cancellazione del finanziamento o, perlomeno, consente una forte riduzione dello stanziamento specifico di 5 milioni di euro all’anno che la legge finanziaria del 2007 aveva garantito per 15 anni".

Salvi per il 2015, i fondi verrebbero quindi a mancare per gli anni dal 2016 al 2022, 5 milioni all’anno per sette anni, per un totale di 35 milioni di euro perduti. Le risorse così risparmiate verrebbero destinate al Fondo per il finanziamento ordinario di tutte le Università italiane.

Non vorrei – prosegue Basso – che la pasticciata gestione dell’annosa vicenda del distretto tecnologico genovese abbia convinto il Governo a tagliare i fondi. Non desidero in questa occasione entrare nel merito del progetto Erzelli e dei numerosi errori commessi da molti degli attori coinvolti, ma Genova e la Liguria non possono rinunciare alla realizzazione di un "polo di ricerca e di attività industriali ad alta tecnologia". Sarebbe un durissimo colpo per la città e la regione intera che stanno affrontando uno dei momenti più difficili per la tenuta del proprio tessuto produttivo ed industriale e hanno l'estrema necessità di un forte investimento nell’alta tecnologia e nella creazione di un distretto ad essa dedicato".

Farò tutto il possibile, coinvolgendo tutti i parlamentari liguri, per modificare la norma se dovesse arrivare in questa forma in Parlamento – conclude Basso - Ritengo necessario che anche Regione e Comune e tutti i soggetti accademici, imprenditoriali e civici si attivino fin da subito per evitare che sfumi un investimento tanto importante per rilanciare lo sviluppo industriale della nostra regione".

 



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