Assemblea PD Genova: è Gianni Crivello il candidato sindaco del PD

Genova, 3 aprile 2017

L'Assemblea del Partito Democratico di Genova, convocata il 3 aprile 2017 all'Enal cap di Via Albertazzi, secondo quanto previsto dall'art 18 dello statuto Nazionale, ha approvato con le maggioranze richieste ed all'unanimità, la proposta fatta dal segretario provinciale Alessandro Terrile a nome di tutta la segreteria di sostenere la candidatura di Gianni Crivello a sindaco di Genova per le elezioni amministrative dell' 11 giugno 2017

 

Di seguito il testo della relazione del Segretario con la proposta approvata.

Ringrazio Gianfranco Antoni per il lavoro puntuale che sta conducendo come tesoriere provinciale, e che ci ha portato ad approvare in tempo utile e all'unanimità il bilancio consuntivo del 2016.

Oggi l'Assemblea è chiamata ad un altro adempimento statutario, quello di decidere se utilizzare lo strumento delle primarie o invece scegliere qui in assemblea  con la maggioranza qualificata prevista dallo statuto il nostro candidato sindaco.


In realtà siamo chiamati a fare qualcosa di più di un adempimento statutario, siamo chiamati a compiere un esercizio di unità, che è anche un esercizio di forza.

Conclusa la campagna referendaria, dopo la sconfitta del 4 dicembre, abbiamo iniziato un percorso difficile sostenuto da decisioni della nostra direzione provinciale prese sempre all’unanimità, talvolta con qualche astensione.

Tutti noi abbiamo creduto in questo percorso di ricostruzione del campo del centrosinistra. Un percorso né facile né scontato. Non esiste un modello di alleanza a livello nazionale, né a livello regionale. E a metà di questo percorso abbiamo assistito all’indizione del congresso nazionale, al congresso regionale, e poi alla decisione profondamente sbagliata di alcuni di noi di lasciare il nostro partito alla vigilia del congresso.

La scissione è profondamente sbagliata perché non è ripercorrendo l’antico vizio della sinistra di scindersi e costruire partiti sempre più piccoli, che possiamo pensare di recuperare il rapporto con quelle fasce di popolazione che non guardano o che non guardano più al PD.

Le battaglie politiche si fanno all’interno del Partito, soprattutto alla vigilia di un congresso.

Abbiamo terminato ieri la prima fase del congresso nazionale, e siamo riusciti nell’impresa non scontata di portare quasi 2.000 nostri iscritti a discutere e votare nei Circoli, senza porre l’accento sulle divisioni, ma piuttosto sul confronto. Mi auguro che questo clima sereno prosegua fino al 30 aprile.

Lo dobbiamo ai nostri militanti, alla nostra base, che in ogni Circolo, votando Renzi, Orlando o Emiliano, ci hanno chiesto unità.

Un’unità che non vuol dire rinuncia alle proprie idee, ma vuol dire capacità di mediazione e di sintesi, capacità di portare tutto il partito sulla frontiera del riformismo e dell’innovazione. E quando ci portiamo tutti su quella frontiera, siamo più forti.

Siamo un grande partito plurale. Abbiamo valori comuni che custodiamo e difendiamo e che sono il motore del nostro impegno politico: uguaglianza, solidarietà, dignità della donna e dell’uomo. Abbiamo obiettivi comuni: costruire un paese più giusto, dove il merito conta davvero, dove lavoro e sviluppo sono compatibili con la tutela del patrimonio ambientale e artistico, perché abbiamo l’ambizione di consegnare ai nostri figli un mondo migliore di quello che abbiamo ricevuto dai nostri padri. Possiamo non avere le stesse idee sugli strumenti utili a raggiungere quegli obiettivi. Ed è giusto discutere. Ed è giusto decidere.

Chi è chiamato a guidare il partito dovrebbe sempre ricordare che siamo più forti quando con la mediazione e con la sintesi riusciamo a portare tutti sulla linea più avanzata. A volte però non è possibile.

E allora chi non è d’accordo, chi si trova in minoranza ed è chiamato ad adeguarsi dovrebbe sempre ricordare che ci muoviamo tutti in una cornice di comuni valori e di comuni obiettivi.

Che l'avversario politico è fuori di noi. È fuori da quella cornice.

L’unità è possibile, se la vogliamo.

L’abbiamo realizzata a livello regionale, con l’elezione di un segretario regionale Vito Vattuone che ci ha aiutati in questo percorso verso le amministrative, e che sarà al nostro fianco in campagna elettorale.

In questi mesi la segreteria provinciale ha ricevuto un mandato preciso dalla Direzione: lavorare alla costruzione di una coalizione di centrosinistra e possibilmente individuare un candidato unitario.

Abbiamo attivato con Michele Malfatti e con tutta la segreteria un percorso di confronto con le altre forze politiche di centrosinistra, che ha dato risultati positivi, sul piano dei contenuti, e sul piano delle alleanze.

Il percorso, ad un certo punto, ha subito uno strappo da parte di Sinistra Italiana, che anche nel suo congresso fondativo ha assunto una posizione del tutto ideologica nei rapporti con il Partito Democratico. Non abbiamo rotto su questioni programmatiche, non abbiamo misurato divergenze su questioni di merito. Ci è stato detto: "dovete rinunciare al vostro simbolo, e forse ne parliamo".

Mi considero, da sempre, un uomo di mediazione. Ma una cosa è la mediazione, altro è il trasformismo. Il nostro simbolo è la nostra identità. E al nostro simbolo non rinunciamo.

Siamo orgogliosi di essere democratici, di essere un partito che discute, che sceglie, e che rispetta le proprie scelte, senza che venga nessuno da Sant’Ilario a cambiarci il candidato perché non gli piace.

La strada intrapresa da sinistra italiana li sta portando ad una strana alleanza con i fuoriusciti del Movimento 5 Stelle. Con il paradosso, per cui dopo aver rotto con il PD che non  è considerato di sinistra, sembrano costretti ad allearsi con chi gli impone di non parlare di antifascismo. Perché l'antifascismo agli occhi di qualche grillino sa troppo di sinistra.

Noi sventoleremo le nostre bandiere, e saremo come sempre al corteo del 25 aprile. Perché per noi l’antifascismo non è solo un valore: è un prerequisito, e non sarà mai una merce di scambio.

Nei colloqui con le altre forze politiche siamo sempre partiti da un presupposto: non pretendiamo che il candidato sindaco sia del PD, ma non accettiamo veti sui nostri candidati.

C’è voluto forse più tempo, di quello che abbiamo immaginato a dicembre e a febbraio, ma oggi siamo giunti ad una candidatura fortemente sostenuta dai nostri amministratori sul territorio, dai nostri Circoli, e ampiamente condivisa con le forze politiche del centrosinistra.

Gianni Crivello ha dimostrato in questi anni di essere un ottimo amministratore. Di sapere mettere in pratica quella politica con la P maiuscola, che risolve i problemi, che sta tra la gente di fronte alle emergenze e di fronte al quotidiano dell’amministrazione.

Gianni Crivello è stato protagonista in questa amministrazione dei lavori di messa in sicurezza idrogeologica della città, grazie ai finanziamenti di oltre 370 milioni di Italia Sicura e del Governo.

Noi vogliamo che, da Sindaco, sia protagonista degli investimenti per altri 150 milioni previsti dal Patto per Genova, perché non possiamo pensare che sia il centrodestra o i cinquestelle a inaugurare tra qualche anno le opere che siamo riusciti a finanziare in questo ciclo.

Non è un candidato scelto nei caminetti, ho sentito dire anche questa. E’ un candidato scelto dalla segreteria, unitaria, del Partito Democratico, in accordo con le altre forze politiche della coalizione.

La segreteria da natale ad oggi si è riunita praticamente tutte le settimane, ed ha condiviso passo dopo passo il processo di costruzione della coalizione e di scelta del candidato. Se non ci fosse stato questo lavoro, non ci sarebbe oggi il risultato di una proposta unitaria.

Se riusciamo nell’obiettivo che ci siamo dati, lo dobbiamo anche e soprattutto alla responsabilità di amici e compagni che legittimamente avevano posto la propria disponibilità a candidarsi a Sindaco, e che avevano ed hanno tutte le qualità per farlo. Penso a Stefano Bernini, a Emanuele Piazza, a Manuela Arata o a Simone Regazzoni.

Se oggi raggiungiamo un'unità sul nome del candidato sindaco, senza fare primarie, con un sistema di alleanze che ci rende competitivi, lo dobbiamo anche a chi tra noi oggi accetta di fare un passo indietro. E non è mai scontato che ci sia questa disponibilità. Forse non è neppure giusto chiedere passi indietro. Non è retorica se oggi a nome di tutta la nostra comunità mi sento di ringraziarli per questa loro disponibilità.

Con Gianni Crivello noi possiamo vincere le elezioni comunali, rivendicando i risultati della nostra amministrazione, penso a quanto fatto per il dissesto idrogeologico, alla trasformazione urbana di alcuni quartieri del ponente, al nuovo piano urbanistico comunale, ai risultati conseguiti in tema di turismo e cultura.

Rivendicando il lavoro fatto da Marco Doria e dalla sua giunta, e dai nostri Presidenti e assessori di municipio, che sono stati sentinelle attive in questi anni difficili per una crisi economica che non è ancora del tutto finita, e per una carenza di risorse e un crescere dei bisogni che ha reso più complesso per la politica dare risposte.

Con Gianni Crivello noi torneremo al governo della città, per agganciare la ripresa economica puntando su innovazione tecnologica, turismo e cultura, sviluppo del porto e del sistema di logistica.

La campagna elettorale è iniziata, e la più grande parte dell’impegno ricadrà su di noi. Sulle nostre liste, che dovranno essere competitive e di grande qualità, sul nostro impegno di militanti che dovrà essere di qui in avanti inesauribile.

La destra – come sempre – avrà probabilmente a disposizione risorse più ingenti, noi dobbiamo avere più braccia, più gambe e più cervelli impegnati in una campagna elettorale radicata sul territorio.

Vi chiediamo quindi di votare la candidatura unitaria di Gianni Crivello a Sindaco di Genova.

A Crivello il Partito Democratico non chiede nulla. Non chiede poltrone, accordi, assessori o il vicesindaco. A Crivello chiediamo solo di vincere, garantendogli tutto il nostro sostegno, tutto il nostro fiato.

Con Gianni Crivello partiamo per una campagna elettorale difficile, ma che un PD unito può vincere. E la vittoria a Genova non sarà solo una questione locale, ma rafforzerà il PD anche a livello nazionale.

Da oggi, insieme a Gianni, corriamo tutti per il bene della nostra città e per dare forza al Partito Democratico a Genova e in Italia.

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