Il Pd Liguria agli Stati Generali della Cultura

pd-conferenza-lavoro-stati-generali Stati Generali della Cultura, Roma 3 e 4 dicembre. Alla due giorni organizzata dal Partito Democratico nella Capitale la Liguria ci sarà. E interverrà con i suoi delegati (15 in tutto) e le proposte, idee, istanze emerse dal territorio.

Nel mese di novembre, tre diversi coordinamenti territoriali del PD Ligure hanno ospitato gli Stati Generali della Cultura regionali: l'11 novembre a Savona, il 17 a Chiavari e il 21 a Genova, con una partecipazione totale di circa centocinquanta operatori del settore. Michele Fina e Claudio Martini, in rappresentanza del Dipartimento Cultura del PD nazionale, sono intervenuti a due di queste consultazioni.

PUC Genova, un passo fondamentale per la città

tursiIl PD genovese e il gruppo consiliare a Palazzo Tursi approvano gli obiettivi del Piano Urbanistico Comunale e il percorso sino ad oggi sviluppato con un approfondito lavoro di confronto e ascolto di tutte le realtà produttive, economiche, professionali e sociali rappresentative della città.

"Riteniamo che l'adozione del Piano Urbanistico Comunale sia un passo fondamentale  per il futuro della città - dichiarano in una nota congiunta Victor Rasetto, Segretario PD Genova e Marcello Danovaro, Capogruppo PD in Consiglio Comunale -. E' fondamentale,  dal  punto di vista paesaggistico e produttivo, perché  rappresenta uno strumento capace di flessibilità e adeguamento ai cambiamenti che le evoluzioni e le trasformazioni socio-economiche future potranno richiedere. E'  fondamentale perché necessario "strumento" gestionale uno straordinario strumento per la difesa del territorio e della qualità ambientale. Un elemento che gli ultimi dolorosi avvenimenti ha confermato in tutta la sua drammaticità. Proprio sotto questi aspetti il PUC fissa obiettivi chiari: dalla riduzione dell'inquinamento atmosferico e acustico all'affermazione di Genova città dell'efficienza e del risparmio energetico; dalla difesa dell'assetto idrogeologico alla riqualificazione del verde pubblico fino al rilancio del territorio agrario produttivo".
Un Piano Urbanistico  fondamentale perché frutto di un lungo e approfondito lavoro di confronto e ascolto di tutte le realtà produttive, economiche e professionali rappresentative della città incontrate in oltre 27 sedute di Commissione.

Consiglio Regionale: Odg sull’alluvione, Cavarra propone un ufficio regionale per la ricostruzione

alessio_cavarraA seguito dei tragici eventi alluvionali che hanno colpito la Liguria tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre, il Consiglio Regionale ha approvato ieri all'unanimità un ordine del giorno per la difesa del territorio, il contenimento della cementificazione, l'aggiornamento del piano di bacino del fiume Magra con misure restrittive sui nuovi interventi, la revisione dei protocolli di emergenza e allarme, il sostegno economico alle zone alluvionate e la loro messa in sicurezza. L'ordine del giorno impegna anche la Giunta Regionale a chiedere al Governo di individuare fondi straordinari per le opere di difesa del suolo e la manutenzione dei corsi d'acqua.
Con un emendamento proposto dal Consigliere Regionale Alessio Cavarra del Partito Democratico, si chiede inoltre la costituzione "sul territorio, di intesa con l'Amministrazione Provinciale e i Comuni interessati, di un ufficio regionale per la ricostruzione delle aree alluvionate, con una dotazione adeguata di personale regionale, con diverse competenze (urbanistica, ambiente, agricoltura, attività produttive) per supportare l'azione degli Enti Locali".
"Chiusa la fase di emergenza più acuta - dichiara Alessio Cavarra - questa mia proposta ha come obiettivo di continuare a stare vicino ai Comuni alluvionati con un supporto concreto da parte della Regione".

Mercoledì, 30 novembre 2011

Manti: PD contro disimpegno pubblico dal welfare voluto da Berlusconi

disabile

"E' necessario che il nuovo Governo nazionale abroghi la legge delega che sancisce un disimpegno dello Stato sul terzo settore e affida di fatto il welfare solo al terzo settore e alle associazioni caritatevoli: per il Gruppo del Partito Democratico tutto ciò è assolutamente inaccettabile".

Lo ha detto Giancarlo Manti, Consigliere Regionale del PD e referente per le politiche sociali, durante l'incontro con i rappresentanti del Forum Regionale del terzo settore (assistenza a disabili, anziani, minori in difficoltà) avvenuto questa mattina.

Il settore, come hanno spiegato i rappresentanti sindacali della categoria, dà lavoro a circa 12.000 persone in Liguria. I posti di lavoro a rischio, a causa dei tagli governativi, sono circa 7-800. Il Governo nazionale, come ha ribadito nel suo intervento l'Assessore alle Politiche Sociali Lorena Rambaudi, ha azzerato tutte le voci di bilancio che riguardano il socidisabile ale, mettendo in discussione sia l'assistenza alle famiglie in difficoltà sia l'occupazione. Sono interessati dai tagli circa 25.000 cittadini nella sola Genova e 40.000 in Liguria.

Terzo settore, Rambaudi e Vesco: ”A Ministro chiediamo blocco decreto delega e nuove risorse”

anziani_non_autosufficienti"Quella attuata questa mattina in consiglio regionale da parte del Terzo settore è una protesta sacrosanta perché a rischio non sono solo i servizi ai cittadini, ma i lavoratori stessi. Per questo chiederemo al Ministro Fornero, come conferenza delle Regioni, di bloccare subito il decreto delega del luglio di quest'anno che smantella completamente i servizi sociali".

Lo ha detto quest'oggi l'assessore regionale alle politiche sociali, Lorena Rambaudi nel corso dell'incontro con i rappresentanti dei lavoratori del terzo settore, insieme all'assessore al lavoro, Enrico Vesco,  intervenuti in consiglio regionale per denunciare lo smantellamento dei servizi sociali e la riduzione delle misure fiscali per le cooperative ad opera delle successive manovre finanziarie.

"I tagli disastrosi che ci sono stati nel sociale - ha detto Rambaudi - progressivamente definanziato dallo Stato che è passato da 34,6 milioni nel 2009 (15,6 milioni del fondo nazionale per le politiche sociali, 14 milioni per il fondo non autosufficienza, 2,9 milioni per il servizio per la famiglia, 1,7 milioni dei servizi socio-educativi e  400mila euro del servizio civile)  a zero nel 2012 oggi iniziano a produrre conseguenze reali,  sia sui servizi, sia sui posti di lavoro".

A rischio infatti ci sono circa 800 posti di lavoro in tutta la Liguria di cui 500 solo a Genova.

Contro la violenza sulle donne, intervento di Laura Cevasco

cevasco_lauraCon la Risoluzione 54/134 del 17/12/1999, l'ONU ho istituito la "Giornata mondiale per l'eliminazione della violenza sulle donne", fissandola il 25 novembre, in ricordo dell'efferato omicidio delle sorelle Mirabal, dominicane, barbaramente uccise per conto del dittatore Trujillo.
In Italia solo dal 2005 si sono avute manifestazioni ed eventi per richiamare l'attenzione su questo argomento.
La delicatezza della questione rende difficile riassumere in poche righe concetti che meriterebbero spazi approfonditi ed intere giornate di riflessione e confronto.
Purtroppo la violenza sulle donne non conosce confini geografici, culturali, sociali.
Sono vittime di violenza le donne europee, americane, africane...quindi anche dove c'è benessere, cultura, progresso la donna è sempre indifesa e vittima.
In situazioni di povertà come nel Terzo Mondo addirittura la violenza è una normale componente del tessuto culturale, anche perché l'indipendenza economica delle donne è rara e questo costringe inevitabilmente mogli e figlie ad accettare soprusi. La condizione di estrema povertà fa sì che sia sempre fiorente il mercato della prostituzione femminile: è un dato oggettivo che famiglie in condizioni estreme vendano le proprie figlie per pochi soldi alle organizzazioni malavitose che controllano questo sporco mercato.
E' violenza sulle donne la terribile usanza africana della mutilazione dei genitali femminili, denunciata da tutte le organizzazioni internazionali, ma purtroppo ancora molto diffusa.
E' doppia terribile violenza sulle donne quella che in alcune realtà impone l'aborto preventivo laddove il nascituro è femmina!
E' efferata violenza lo stupro come strumento bellico, utilizzato soprattutto nei conflitti con un forte connotato etnico (nel 1993 il Centro per i crimini di guerra di Zenica aveva documentato in Bosnia 40 mila casi di stupro).
La cosa che più mi ferisce, però è il fatto che la maggior parte di queste violenze avvengono tra le mura domestiche, per mano di mariti, compagni, fratelli o padri che dovrebbero invece proteggere queste povere donne. La casa dovrebbe essere per tutti il luogo più sicuro, il rifugio per definizione, ma, proprio perché inviolabile, è spesso il teatro dove vanno in scena i crimini e gli atti più efferati e violenti.
Non voglio lanciare appelli e proclami, non ne ho la forza. Chiedo solo a tutti di fermarsi solo un minuto in silenzio per ricordare tutte le donne del pianeta che sono morte per via di queste violenze e tutte quelle che con questa terribile realtà convivono quotidianamente; non lasciamo cadere l'attenzione su un tema così delicato, che ci vede tutti coinvolti!
Si dice spesso che la più grande emancipazione è la libertà: personalmente non mi sentirò mai completamente libera, finché nel mondo ci saranno donne, madri, mogli, sorelle che subiranno violenza!

Laura Cevasco, Resp.le Formazione, Scuola, Università, Ricerca PD Genova


Contro la violenza sulle donne, intervento di Laura Cevasco

Contro la violenza sulle donne, intervento di Lorena Rambaudi

rambaudi_lorenaLa violenza alle donne si consuma quasi per l’80% in famiglia, per mano di chi dovrebbe aiutare, sostenere, condividere: padri, mariti, fratelli, partner, amici, indipendentemente dall’appartenenza etnica, culturale, religiosa e dalla condizione sociale degli autori e delle vittime.
La Regione Liguria in questi anni, con la collaborazione delle Province e dei distretti socio sanitari, si è impegnata a costruire un sistema di reti che coinvolge molti Enti e forze dell’ordine per contrastare un fenomeno grave, non sempre evidente, e purtroppo in crescita.
Con la legge regionale 12 del 2007 sugli interventi di prevenzione della violenza di genere e le misure di sostegno alle donne ed ai minori vittime di violenza la Regione Liguria ha finanziato l’apertura di 4 Centri Antiviolenza, uno per provincia, ai quali è stato riconosciuto un ruolo importante nel sostegno alle donne, fornendo servizi di ascolto e supporto alle vittime di violenza.
Nel 2010 hanno richiesto sostegno ai centri antiviolenza presenti sul territorio ligure 344 donne, circa il 57% ha tra i 20 ed i 50 anni e circa il 64% è di origini italiane.
Tra i casi trattati dai centri si rileva una maggiore frequenza di violenze domestiche.
La donna che si rivolge ai centri è, nel 55% dei casi, una donna con figli.

Lorena Rambaudi, assessore regionale alle Pari Opportunità


Contro la violenza sulle donne, intervento di Anna Manca

Non c'è giorno nella vita dei cittadini in cui i notiziari e la carta stampata non  rimandino notizie di violenza sulle donne, senza limiti e confini: un fardello vergognoso e inaccettabile.
E' un dramma che colpisce tutte le latitudini e longitudini del globo, senza distinzione alcuna. Drammaticamente la violenza sulle donne, prevalente tra le stesse mura domestiche per mano di quegli uomini con cui si condivide la vita: padri, mariti, compagni, non tiene particolarmente conto di condizione sociale, culturale o economica... esiste e lascia inesorabilmente il suo tremendo segno sul corpo e  sull'esistenza delle donne, ma non solo.
Il 25 novembre è la Giornata Internazionale contro questo crimine e come tutte le ricorrenze è un simbolo, un momento in cui si chiede all'universo mondo di fermarsi a riflettere e testimoniare il proprio lutto, la propria contrarietà a questa aberrazione.

Contro la violenza sulle donne, intervento di Raffaella Paita

paita_raffaella_3Giornate come il 25 novembre, contro ogni violenza sulle donne, possono essere l'occasione per compiere un esercizio. Solo per un attimo, cerchiamo di metterci nei panni di tutte quelle donne nel mondo, i cui diritti fondamentali sono ogni giorno violati, perché le donne sono ovunque nel mondo, seppur in forma differente, quelle che più vedono messa in discussione la libertà, i diritti e la propria dignità. Cerchiamo di immaginare quanto debba essere frustrante vivere una situazione del genere. Proviamoci, per un attimo, per capire quanto è importante difendere la nostra libertà e quanto sia preziosa la nostra dignità. È un esercizio necessario, oggi come tutti gli altri giorni. Perché nel mondo, in tutto il mondo, anche quello occidentale, assistiamo ad una escalation di violenza contro le donne. Una violenza che assume diversi volti. Alcuni più espliciti, altri meno, ma altrettanto pericolosi.

Contro la violenza sulle donne, intervento di Paola Bellotti

bellotti120E' bellissima l'idea di denunciare partendo dal silenzio. Oggi, nel baccano della spettacolarizzazione del corpo femminile, il video prodotto dalla Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale intitolato “Dannato silenzio” mi sembra il punto di partenza più adeguato per una riflessione in occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne. Nel video, donne di tutte le età restano semplicemente in silenzio, mentre in sovraimpressione scorrono notizie e informazioni su abusi e violenze sessuali che ogni giorno, in Italia, le donne subiscono.
Un fenomeno ancora negato nel nostro paese, che soffre non solo dell'opprimente silenzio delle vittime, ma anche del frastuono di cronache pruriginose figlie di un giornalismo pesantemente dominato dall'ottica maschilista e sensazionalista.

Contro la violenza sulle donne, intervento di Margherita Mereto Bosso

margherita_mereto_bossoArriva un altro 25 Novembre. Quante iniziative, quanti incontri, quanti convegni abbiamo fatto, questo giorno, per tutti gli anni passati? Tanti, e non saranno mai troppi. Mi dico che l'importante è non pensarvi solo in questa data, che l'importante è parlarne sempre, divulgare, commentare.. convicere. Si, convincere. Perchè ancora c'è chi non ci crede, chi nega, chi è perplesso, chi non si fida: i numeri forse sono troppo grandi, le stime forse sono imprecise, i casi forse sono da valutare diversamente. Chi dubita spesso è donna. Questo aspetto mi ha spesso terribilmente affascinato: come può essere la donna a negare e negarsi l'evidenza? Eppure accade, più spesso, forse, di quante volte sento gli uomini appellarsi ad ipotetici "errori di calcolo" o "errori di valutazione". Già, accade che è meglio cosi: che in fondo, se non ne parliamo..non lo sentiamo neppure. Io mi sono sempre sentita un po' differente, perchè sento il dolore altrui sulla mia pelle, lo faccio mio, mi immagino nella situazione di sofferenza che tocca od è toccata a chi mi è accanto, magari lontanissimo, in un altro Paese forse, o nell'appartamento di fianco al mio.

Questo sito usa i cookie per offrirti la miglior esperienza possibile di navigazione. Continuando acconsenti all’utilizzo dei cookie. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information