Economia circolare alla Festa de l'Unità di Genova

Genova, 30 agosto 2015

dibattito green economyMettere in circolo energie, materie, prodotti, ma soprattutto idee. E far girare l'economia rispettando ambiente e consumatori. E' un po' questo il senso del dibattito che sabato 29 agosto ha aperto la serata della Festa de l'Unità a Genova. Lo confermava già il titolo dell'incontro, moderato da Daniela Minetti, presidente Assemblea PD Liguria, che recita "La Green Economy rilancia l'impresa: dalla competitività alla creazione di occupazione".

Sul palco allestito al Porto Antico ci ha pensato Fabio Iraldo, coordinatore Osservatorio sulla Green Economy Università Bocconi, a descrivere vantaggi e non della "green" e soprattutto della "circular" economy, che ha avuto e sta avendo buone occasioni di crescita e sviluppo, specie in risposta alla crisi economica, come ha spiegato nel suo intervento introduttivo Daniela Minetti.

"Economia circolare non significa produrre recuperando i materiali di scarto. E' una definizione riduttiva – ha chiarito il prof. Iraldo - . Va piuttosto diffusa come un sistema circolare in cui la lavorazione delle materie prime, la produzione e l'uso del bene sono pensate per utilizzare al meglio le sempre minori risorse che abbiamo a disposizione. Di fronte alla scarsità di materie prime, quella dell'economia circolare si fa sempre più una scelta obbligata, che ha grandi vantaggi dal punto di vista del risparmio sui costi e dell'efficienza produttiva. Non sono così netti invece i vantaggi in termini di occupazione, dove la situazione cambia da settore e settore, e di prezzo finale al consumatore, che spesso è quasi uguale a quello degli altri prodotti. Invece l'economia circolare dovrebbe riflettersi in costi inferiori per il consumatore, eventualmente abbassando l'IVA sui prodotti derivati da materie prime secondarie. Se è vero che nella loro precedente vita questi materiali erano "prodotti", allora l'IVA il consumatore l'ha già pagata una volta".

A portare l'esperienza tutta ligure e genovese sull'economia circolare è stata Adriana Del Borghi, del Forum Permanente sull'Economia Circolare "Liguria Circular".

"Al Forum – ha spiegato Del Borghi - ad oggi aderiscono circa centoventi realtà della società civile, del mondo dell'impresa, della ricerca e dell'innovazione con l'obiettivo di dare stimoli concreti, migliorare l'utilizzo delle risorse UE, promuovere la nascita di nuovi green jobs e nuove startup in ambito ambientale, avviare percorsi destinati a diventare realtà economiche che possano produrre valore, occupazione, innovazione per il nostro territorio".

Proseguendo il viaggio tra le buone prassi del Nord Ovest italiano, tra le realtà che possono e potranno fare sistema, Mauro Chianale, ha raccontato, il qualità di presidente, l'esperienza di EnviPark a Torino "che oggi ospita circa settanta aziende – ha detto – ed è stato il primo Parco Scientifico Tecnologico d'Italia, costruito all'interno di un'area di 1500 metri quadrati. La sua identità è quella di acceleratore di innovazione per tutte le imprese che puntano ad allargare il proprio mercato con soluzioni eco-efficienti, puntando su risparmio energetico, smaltimento dei rifiuti, energie pulite, nuovi materiali e assistenza al fund raising".

A chiudere il dibattito è intervenuta Chiara Braga, deputata e responsabile Ambiente PD, dopo gli interventi di Michele Solari, ecologisti PD Liguria e Michele Malfatti, segreteria PD Genova che hanno sottolineato la necessità per la politica di mettere al centro dell'agenda politica del Pd anche a livello locale i temi della green e circular economy, guardando soprattutto alle piccole imprese e alle loro esigenze.

"Purtroppo per molto tempo le questioni ambientali sono stati vissute come un orpello – ha spiegato la rappresentante del PD nazionale - . La nostra ambizione invece è quella di fare dell'ambiente uno dei temi centrali dell'azione di governo. Andando nello specifico alla questione della circular economy, è chiaro che ormai si tratta di una scelta obbligata rispetto al vecchio modello di sviluppo. Dalle esperienze che ho sentito raccontare questo pomeriggio ho avuto la conferma che questi ragionamenti devono trarre linfa vitale da realtà come Genova nel settore della blue economy con possibilità di sbocchi sul mercato e benefici per il consumatore finale".

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