Europa

Sanzioni europee su pesca, Briano: “Norme troppe e spesso troppo severe, anche se tutelano i mari'

Bruxelles, 17 febbraio 2017

briano peschereccio2L'europarlamentare Renata Briano ha appreso con grande soddisfazione la decisione del Partito Democratico di presentare una risoluzione in cui si invita il Governo a rivedere la contestata legge n. 154 del 28 luglio 2016, in materia di sanzioni e di sistemi di controllo. "Reputo importante adattare le sanzioni e i sistemi di controllo alle peculiari dimensioni delle imprese nazionali – ha spiegato la vice presidente della Commissione Pesca al Parlamento europeo -. Ho sempre ritenuto e ritengo quella legge sbagliata e ingiusta".

UE: entro il 2030 andrà riciclato il 70 % dei rifiuti urbani

Articolo dell'europarlamentare Renata Briano su L'Unità del 28 gennaio 2017

briano euDa emergenza a opportunità. Da scarto a risorsa. È la nuova vita dei rifiuti gestiti in modalità circolare: non più usa e getta, ma usa e riusa, in un circolo virtuoso tra produzione e consumo. Quello che prima doveva essere smaltito dopo un unico ciclo di vita, diventa nuova materia prima e fonte di energia pulita. Con ricadute positive sull’ambiente dal momento che una migliore gestione dei rifiuti porta a una significativa riduzione di emissioni, a un utilizzo più equilibrato delle risorse (energia, acqua, terra). Ma diventa anche volano di crescita, innovazione e occupazione. Introdurre nella filiera produttiva sistemi di economia circolare e in quella dei consumi elevati standard di riciclo, si otterrebbe un risparmio di 600milardi di euro e la creazione diretta di 170mila posti di lavoro. Oggi in Europa si generano 2,5 miliardi di tonnellate di rifiuti all’anno, che vuol dire che ogni singolo cittadino produce 5 tonnellate di rifiuti, una famiglia di quattro persone l’equivalente del peso di un vagone ferroviario. Proviamo a immaginare quante risorse si potrebbero ottenere se quei vagoni si dirigessero in un impianto di riuso invece che in discarica. È quello che vuole fare l’Europa con la sua ambiziosa riforma della politica dei rifiuti.

Renata Briano rieletta vice presidente della Commissione Pesca del Parlamento europeo

Bruxelles, 25 gennaio 2017

Briano al Parlamento europeoIl riconoscimento è arrivato nella rielezione di metà mandato e permetterà a Renata Briano di continuare a lavorare alla vice presidenza della Commissione Pesca fino al 2019.

"E' un riconoscimento per me importante per il lavoro e l'impegno che ho messo in questi anni  - ha dichiarato Renata Briano - Lavorerò per applicare la Politica Comune della Pesca puntando sulla regionalizzazione, sulla semplificazione e sulla coerenza tra norme e regolamenti che oggi sono troppi e non si parlano, rendendo la vita impossibile ai pescatori". "Non ho la pretesa di cambiare da sola il mondo – ha aggiunto Briano – ma cercherò alleanze garantendo il massimo impegno".

Il Parlamento Europeo in città a Genova

Venerdì 13 gennaio a Palazzo Ducale presso la Sala del Minor Consiglio due incontri sul tema “Migrazioni in Europa: quali connessioni tra inclusione e sviluppo?” a cura di Osservatorio Balcani e Caucaso – Transeuropa e associazione Januaforum - Ingresso libero 

Ore 11: per studenti della scuola secondaria di secondo grado e dell’Università. Partecipa l’eurodeputato Brando Benifei

Ore 15: aperto a tutti. Partecipano l’eurodeputato Brando Benifei e il direttore del CeSPI Daniele Frigeri, introduce Alberto Rizzerio (Januaforum) e modera Luisa Chiodi (Osservatorio Balcani e Caucaso – Transeuropa)

logo-parlamento-europeoIl Parlamento Europeo arriva a Genova. Venerdì 13 gennaio la sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale ospita due incontri sul tema “Migrazioni in Europa: quali connessioni tra inclusione e sviluppo?”, organizzati dall’Osservatorio Balcani e Caucaso – Transeuropa e dall’associazione Januaforum. Sono entrambi a ingresso libero, ma l’appuntamento delle ore 11 è dedicato agli studenti delle scuole medie di secondo grado e dell’università, mentre quello delle 15 è aperto a tutti. Al primo partecipa l’eurodeputato spezzino Brando Benifei; al secondo lo stesso Benifei con Daniele Frigeri (direttore del CeSPI – Centro Studi Politica Internazionale), Luisa Chiodi (direttrice dell’Osservatorio Balcani e Caucaso – Transeuropa) e Alberto Rizzerio (presidente di Januaforum).

L’iniziativa fa parte del più ampio progetto “Il Parlamento dei diritti” cofinanziato dal Parlamento Europeo in programma in tutta Italia dal 1 ottobre 2016 al 30 giugno 2017 fra dibattiti, incontri, seminari, campagne di informazione, elaborazione di strumenti didattici, premiazione di tesi di laurea a tema.

Eurodeputati: UE riconosca le vittime del Talidomide

Articolo dell'eurodeputata genovese del PD su L'Unità del 10 dicembre 2016

brianoxvittimetalidomideNick è nato in Germania alla fine degli anni '50. Un bambino come tanti altri se non fosse per quelle braccia che non sono cresciute abbastanza e quelle mani accartocciate su se stesse. Colpa del talidomide. Un farmaco contro la nausea mattutina che sua madre ha assunto durante la gravidanza. Inconsapevole degli effetti che avrebbe avuto sul suo bambino. Allora era un farmaco sicuro, innocuo. Nessuno ancora sapeva che avrebbe provocato gravi malformazioni all'embrione, molto spesso letali. Sessant'anni dopo, 20mila bambini invalidi e 100mila in tutto il mondo tra persone danneggiate in modo permanente e decessi, i sopravvissuti del talidomide chiedono (e aspettano) ancora un risarcimento adeguato, una forma di assistenza comunitaria, un riconoscimento pubblico del loro dramma. Nick Dobrik oggi è un uomo. È diventato il portavoce dell'associazione che riunisce le vittime del farmaco. Dall'europarlamento ha lanciato un appello al governo tedesco perché rimedi ad un tragico errore compiuto 60 anni fa, perché si trovi una soluzione equa alle difficoltà che stanno vivendo le persone come lui. Il talidomide fu introdotto sul mercato in Germania Ovest nel 1957 come medicina da banco per favorire il sonno e alleviare i sintomi della nausea nelle donne incinte. Secondo l'azienda produttrice, la Chemie Grünenthal, non dava dipendenza ed era completamente sicuro, anche in gravidanza. Nel 1960 era venduto con grande successo in 46 paesi. Nel 1961 il ginecologo australiano William McBride e il pediatra tedesco Widukind Lenz dimostrarono che esisteva una correlazione tra le malformazioni nei neonati e l'assunzione del farmaco in gravidanza. Alla fine di novembre del 1961 il talidomide fu ritirato dal mercato in Germania Ovest e nei mesi successivi in quasi tutti gli altri paesi dov'era venduto.

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