Assemblea Regionale PD Liguria, la sintesi degli interventi

 

Raffaella Paita, capogruppo PD Regione Liguria

Ringrazio David Ermini per aver deciso di affrontare questa discussione che ci porterà al Congresso regionale oggi qui in Assemblea. Poteva farlo in Direzione, ma ha scelto una platea più ampia. Ha optato per una strada di maggior confronto e democrazia convocando lAssemblea.

Il motivo principale per il quale abbiamo perso le regionali del 2015 è chi voleva essere conservato sul territorio e cercava nel PD un riferimento, a un certo punto ha cambiato interlocutore. Perché noi non eravamo più in grado di conservare il sistema e allo stesso tempo non riuscivamo ad offrire una ricetta di cambiamento reale. E questo il nodo politico che dobbiamo affrontare oggi, anche rispetto alla nostra base sociale.

Allinterno del Gruppo regionale abbiamo lavorato per superare divisioni personali e politiche. Questo sforzo di sintesi serve a contrastare il governo Toti ma anche a iniziare a gettare le basi per le regionali del 2020.

Il Congresso regionale può essere allora l'occasione per discutere di questo: del tipo di Regione che vogliamo, di quale modello di interlocuzione vogliamo avere con la società, di quali ipotesi di welfare, stato sociale e modello economico proponiamo in alternativa alla destra. Più che delle nostre correnti interne, mi interessa sapere cosa pensa questo partito del processo di privatizzazione della sanità ligure che Toti sta mettendo in piedi.

 Alessandro Terrile, segretario PD Genova

Io non ho paura del Congresso. Alcuni possono temere questo momento ripensando all'ultimo congresso regionale, è comprensibile questo timore anche da parte della base e di alcuni Circoli. Tutti dobbiamo essere animati dalla tensione a fare un Congresso regionale unitario. La linea unitaria è quella che abbiamo scelto e stiamo portando avanti nel PD genovese e anche con il Gruppo regionale si sta proseguendo in un rapporto di confronto e collaborazione.

Dividiamoci sulle idee, sui contenuti, ma non nelle correnti. Mettiamo al centro della discussione la nostra proposta politica per la Liguria. Il PD è l'unico Partito, con tutti i suoi difetti, che può costruire e immaginare il futuro del Paese. Un PD forte, un PD unito può intorno a sé consolidare alleanze con forze sociali, politiche e civili della città e del Paese. Ed essere al centro di una nuova alleanza progressista in vista delle amministrative, tornando a parlare a grandi fasce popolari che oggi al PD guardano con sospetto. Soprattutto dobbiamo ritrovare la consapevolezza che tutti siamo importanti. Oggi far sì che non ci siano scissioni è responsabilità di tutti.

Giovanni Lunardon, consigliere regionale PD Liguria

A due mesi dalle elezioni amministrative più importanti degli ultimi quindici anni, a Genova e alla Spezia, chiunque pensi di celebrare un Congresso competitivo e contrappositivo con le primarie nei gazebo è matto. Già il cammino è insidioso e in salita verso le elezioni. E noi dobbiamo alleggerire quel cammino, non appesantirlo.

Se Congresso deve essere, deve rispondere a criteri di ragionevolezza. Deve essere unitario, è necessario uno sforzo comune alla ricerca dell'unità così come abbiamo realizzato unità all'interno del Gruppo regionale del PD. Facciamo diventare il percorso che ci porta al Congresso un momento di confronto, un'opportunità e non una sfida. Apriamo una discussione vera sulla legge elettorale, su come affrontare una sconfitta pesante come quella del referendum costituzionale, su come difendere il progetto politico del PD. E in Liguria discutiamo di quale opposizione fare al Governo Toti, quali priorità mettere nell'agenda politica del PD regionale. Mi auguro che il documento di intenti del candidato alla segreteria regionale porti con sé alcuni punti fondamentali: la scelta di una alleanza di centro sinistra a tutti i livelli per le prossime amministrative; un forte protagonismo del livello ligure del Partito ma anche una marcata autonomia delle federazioni; un processo di rinnovamento che vada avanti e non indietro; un chiaro impegno a stare a fianco dei nostri amministratori locali. Mi auguro che questo nuovo corso ci porti a un rinnovamento programmatico che possa farci riconquistare la sintonia con gli elettori e riportarci alla testa del movimento dei democratici e dei progressisti della nostra regione.

Sergio Rossetti, consigliere regionale PD Liguria

Credo che David Ermini debba essere ringraziato per averci portato sino qui con onestà e trasparenza. Il futuro PD regionale dovrà lavorare su quattro questioni a mio avviso:

- gestione delle relazioni al nostro interno ed elaborazione delle proposte politiche
- scelta delle alleanze anche in vista delle amministrative
- progetto di governo regionale da costruire da qui al 2020
- rapporto con i cittadini: le nostre divisioni non sono percepite come diversità politiche o strategiche, sono viste semplicemente come lotte e conflitti di potere.

In vista delle amministrative dobbiamo riempire la discussione congressuale di scelte programmatiche e di schieramento.

Il PD è nato cercando di mettere insieme radici, principi e valori, scelte profonde rispetto alla società che viene avanti e che è stata. Però oggi abbiamo difficoltà a interpretare le nostre radici rispetto all'evoluzione dei processi.  Il PD nel 2012 ha perso le primarie, poi le regionali, il Comune di Savona e il referendum costituzionale. Più continuiamo ad affidare le nostre riflessioni sul posizionamento di qualcuno e poi all'interno di gruppi, i cittadini continueranno a non capirci. Dobbiamo avere la voglia di metterci insieme e discutere bene e discutere tanto.

 

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