Comunicati Stampa

 

Paita e Ferrando:" I 5 stelle vogliono che la Regione impugni la Legge Lorenzin ma si dicono favorevoli ai vaccini. Mentre l'assessore Viale parla di fascismo. Queste critiche all'obbligatorietà sono un alibi antivaccinista?"

Genova, 28 luglio 2017

Il Movimento 5 Stelle chiede alla Giunta Toti di impugnare il decreto Lorenzin sui vaccini che oggi ha ricevuto il via libera definitivo della Camera ed è diventato legge. Mentre l'assessore Viale parla addirittura di fascismo. Parole gravissime, soprattutto se pronunciata da una vicepresidente della Regione.

I grillini con il loro intervento – anche se faticano ad ammetterlo – tradiscono una certa avversione nei confronti dei vaccini, nonostante le dichiarazioni inequivocabili della comunità scientifica. I consiglieri a cinque stelle criticano l'obbligatorietà sancita per legge e sostengono che sarebbe meglio avviare percorsi di informazione e sensibilizzazione per convincere le persone a vaccinare i propri figli. Ma la misura drastica dell'obbligatorietà è stata una scelta inevitabile di fronte al preoccupante fenomeno di disinformazione di questi ultimi anni che ha indebolito la copertura vaccinale (come gli stessi consiglieri del M5S ammettono) e ha riacceso focolai di malattie che credevamo debellate. Quindi cos'è più importante? Salvaguardare la salute dei nostri bambini o aspettare che persone disinformate indeboliscano la politica di vaccinazione del nostro paese? La legge Lorenzin è un provvedimento necessario per affrontare una situazione di emergenza. Non vorremmo che le critiche all'obbligatorietà fatte sia dal M5S sia dall'assessore Viale fossero l'alibi di chi non vuole ammettere di essere contrario alla vaccinazione.
I consiglieri regionali del Pd Raffaella Paita e Valter Farrendo.

 

Gruppo PD:" La commissione boccia la nomina di Maccarini al San martino, ma la Gìiunta Toti la fa rientrare dalla finestra con una delibera. Una scorrettezza senza precedenti".

Genova, 28 luglio 2017

sanmartinoNonostante la Commissione I avesse bocciato, l'11 luglio scorso, per mancanza dei requisiti, la candidatura di Marzio Maccarini a rappresentante regionale in seno al Consiglio di indirizzo e verifica dell'Irccs (Azienda ospedaliera universitaria) San Martino-Ist Istituto nazionale per la ricerca sul Cancro, la Giunta Toti, venerdì scorso, ha proceduto comunque alla nomina del dirigente lombardo. Una scorrettezza in piena regola e un caso unico nella storia della Regione Liguria, che mortifica il ruolo della Consiglio e dimostra ancora una volta l'arroganza di questa maggioranza. A votare contro la nomina di Maccarini, l'11 luglio, era stato anche il consigliere di Fratelli d'Italia Matteo Rosso, sostenendo – a suo dire – di voler difendere le professionalità liguri dall'eccessiva presenza di dirigenti lombardi in Regione Liguria. Che cosa è cambiato da quel giorno?

La Regione ripristini l'orario del CUPA di Albisola. Da Viale oggi nessuna risposta alle istanze dei cittadini"

Genova , 26 luglio 2017

cupaNessuna risposta significativa e risolutiva da parte dell'assessore Viale in merito alla riduzione dell'orario di apertura dello sportello del Centro unico di prenotazioni ambulatoriali (Cupa) di Albisola Superiore. Questo pomeriggio ho portato la questione all'attenzione del Consiglio regionale e della Giunta con un'interrogazione, ma la vicepresidente non ha risolto il problema. A partire dalla scorsa settimana, infatti, l'orario del Centro di via Conradi è stato fortemente ridotto, eliminando l'apertura del lunedì e una delle due aperture pomeridiane: una decisione che sta creando non pochi disagi alla popolazione di Albisola e di Celle Ligure e che ha sollevato le proteste dei cittadini. A venire penalizzati sono soprattutto gli anziani e le fasce più deboli, anche perché parliamo di un servizio molto importante. Viale risponda alle giuste istanze dei cittadini e ripristini l'orario precedente del Cupa di Albisola.
Luigi De Vincenzi, consigliere regionale del Pd

 

Paita: " Reazione scomposta di Toti nei confronti del Soprintendente. Il Governatore impari a rispettare le regole e faccia chiarezza sui costi"

Genova 26 luglio 2017

La reazione stizzita e arrogante di Toti nei confronti dei legittimi rilievi fatti dal Soprintendente Tinè sul red carpet di Portovenere evidenzia come dietro l'apparente aplomb del governatore si nasconda una preoccupante insofferenza alle regole, alle norme e alla tutela del territorio. Toti non può e non deve dire a un organo dello Stato cosa debba o non debba fare ed è ancora più grave che lo equipari all'opposizione e lo trascini dentro la battaglia politica. La Soprintendenza è una garanzia per tutti i cittadini e non fa gli interessi di una solo parte.

Inoltre serve chiarezza sui conti di quest'inutile operazione di marketing. Il governatore ligure dice alla stampa che alle casse della Regione i red carpet sono costati non più di 60 mila euro, ma poi scopriamo che per il solo red carpet tra Portofino e Rapallo (lungo otto chilometri) ne sono stati spesi circa 40 mila. L'azienda che fornisce i tappeti rossi alla Regione, inoltre, sostiene che il costo si aggiri intorno ai 3,92 euro al metro quadrato e visto che in Liguria si parla di una copertura totale di circa 50 chilometri, i conti fatti del presidente della Giunta non tornano proprio per niente. Qual è la verità sulle spese reali?


Lunardon: " Berrino vigili sul rischio chiusura dell'Officina batterie di Savona  L'assessore non sottovaluti l'allarme dei sindacati.

Genova 25 luglio 2017

L'assessore Berrino in risposta alla nostra interpellanza sul rischio concreto della chiusura dell'Officina Lavorazione Batterie di Savona, prima ha detto che il tema della manutenzione delle batterie ferroviarie esula dalla sua delega (che però sarebbero i trasporti...) e poi ci rassicura sul mantenimento di questo servizio. Dove si fonda questa sua ferrea convinzione? Su una comunicazione inviata da Trenitalia alla Regione in cui si dice che "ad oggi l'attività è svolta presso la sede di Savona". Ma se il convincimento dell'assessore sul mantenimento del servizio si basa su questa semplice nota allora siamo ben presi. Consiglio a Berrino di incontrare i sindacati, a cui risulta tutt'altro scenario e di vigilare con più attenzione sulla vicenda, perché non ci si debba svegliare uno di questi giorni con quindici lavoratori in appalto licenziati e con gli altri cinque di Trenitalia ricollocati a Voghera, dove l'azienda avrebbe intenzione di spostare la lavorazione. Abbiamo già perso l'officina di Rivarolo e non sappiamo che fine farà il centro regionale per le manutenzioni dei treni regionali. Ce n'è abbastanza per essere seriamente preoccupati. E per non abbassare la guardia.
Giovanni Lunardon

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