Comunicati Stampa

 

Paita:" Il Movimento 5 stelle é diventato una setta. Chi non applica la Democrazia in casa propria non lo farà neppure quando guiderà una città"

Genova, 22 marzo 2017

Il Movimento 5 Stelle e la democrazia sono come due rette parallele. E se ne sono accorti, ormai, anche molti militanti (o a questo punto ex). Il culmine di questo sogno trasformatosi in un incubo è stato il caso delle comunarie genovesi, che dopo aver incoronato col voto online Marika Cassimatis sono state prontamente sconfessate da Grillo che tifava per il suo avversario, Luca Pirondini. E così, con un post sul blog (o non blog, che dir si voglia) il caro leader dei 5 Stelle, decretando che uno non vale più uno e lui conta più di tutti come un novello marchese del Grillo – appunto -, ha ribaltato lo scrutinio e taroccato la votazione. Il risultato? Tutti zitti, a cominciare dai consiglieri regionali del Movimento, che hanno paura di esprimere liberamente il proprio disagio per quest'ennesimo e gravissimo atto di arroganza padronale. A questo punto vorrei chiedere agli elettori genovesi e spezzini se è a questo partito-setta che vogliono affidare la loro città. Se un dirigente politico ha il terrore di criticare il proprio capo (che nessuno ha eletto, ma che si è incoronato da solo) per paura di essere epurato e di subire la gogna mediatica a suon di bufale e insulti, come può pretendere di guidare un'amministrazione comunale? Chi non applica la democrazia a casa propria, difficilmente lo farà quando governerà le istituzioni.

 

Paita, Ferrando, Lunardon e Rossetti:" San martino nel caos. Ma la Giunta Toti pensa solo a scelte d'immagine

Genova, 22 marzo 2017

sanmartinoChe all'ospedale San Martino regni da parecchi mesi il caos non è certo un segreto. Ma la Regione cosa fa? Invece di provare a risolvere i problemi e offrire un servizio adeguato ai cittadini pensa soltanto alle poltrone e trova persino il tempo per cambiare nome al presidio sanitario genovese. Da oggi infatti l'ospedale non si chiamerà più Irccs San Martino – Ist, ma Policlinico San Martino. Se il nome è nuovo i problemi restano gli stessi. E sono gravissimi. Dopo il caos delle code al Pronto Soccorso e le barelle non idonee, adesso è esploso persino il caso legionella, dopo che nell'impianto idrico del padiglione Specialità è stata rilevata un'alta concentrazione di questo pericoloso batterio. Ma il malato più grave del presidio ospedaliero genovese resta il Pronto Soccorso, reparto assai delicato su cui dovrebbe concentrare i propri sforzi la Giunta. Mentre medici e infermieri fanno i salti mortali per garantire il servizio ai cittadini, Toti e Viale, invece di rafforzare il coordinamento tra il Pronto Soccorso e i letti di degenza, pensano a una soluzione sconcertante per risolvere i guai dell'ospedale: spacchettare in due reparti il Pronto Soccorso. Un intervento che non convince neppure gli specialisti del settore, come dimostra il rifiuto di Walter Cataldi a concorre per il bando ideato per affiancare il professor Moscatelli. Invece di perdere tempo con nuovi nomi, nomine politiche e altre scelte di pura immagine Toti e Viale pensino a far funzionare l'ospedale e riconsiderino le scelte (fallimentari) fatte fino a questo momento.

I consiglieri regionali del Pd Raffaella Paita, Valter Ferrando, Giovanni Lunardon e Pippo Rossetti.

 

Rossetti:" La Giunta Toti torni a finanziare i bandi contro la dispersione scolastica"

Genova, 22 marzo 2017

classe-banchi-vuoti-a-scuola"Quali azioni intende intraprendere la Giunta Toti per contrastare seriamente la dispersione scolastica, grazie all'utilizzo del Fondo Sociale Europeo?". È questa la domanda che pone il consigliere regionale del Pd Pippo Rossetti, nell'interrogazione appena depositata sul tema dei giovani che abbandonano gli studi, a fronte di una situazione di stallo che si protrae da quando il centrodestra guida la Regione. "Gli ultimi bandi in materia – spiega l'esponente del Partito Democratico – sono stati emanati nel 2013 e si sono conclusi nella primavera del 2015. Da quel momento non è stato più fatto nulla, nonostante i dati ci dicano che la dispersione scolastica, in Liguria, sia un realtà e che va combattuta ogni giorno". Gli ultimi dati in materia sono stati resi noti nel maggio dell'anno scorso, grazie a un'indagine dell'Ufficio scolastico regionale. "In Liguria – spiega Rossetti – la dispersione scolastica al quinto anno di superiori è del 28% e la nostra è la regione del Nordovest in cui si registra una maggiore percentuale di abbandono degli studi. Un quadro decisamente preoccupante, che va contrastato con strumenti e finanziamenti adeguati. Stiamo parlando del futuro del nostro territorio. Non possiamo lasciare indietro i ragazzi e le ragazze in difficoltà".


Rossetti ricorda gli interventi messi in campo dell'amministrazione regionale precedente, come il Piano Giovani del 2012, che aveva tra i propri obiettivi "prevenire la dispersione scolastica e sostenere il successo formativo, favorire l'inclusione sociale e lavorativa dei giovani svantaggiati, migliorare l'occupabilità, promuovere lo sviluppo delle competenze e dell'innovazione, accrescere la qualità dell'occupazione, favorire la mobilità delle conoscenze e dei percorsi professionali, stimolare un rapporto virtuoso tra generazioni, garantire a tutti l'accesso alle informazioni e alle opportunità".
La Regione Liguria, prosegue Rossetti, il 30 aprile 2013 pubblicò un bando "per l'individuazione dei soggetti attuatori di azioni innovative di rete che sperimentino nuove forme di presa in carico di giovani a rischio di esclusione sociale e abbandono scolastico". In quel caso il finanziamento complessivo del Fondo Sociale Europeo fu di circa 1,8 milioni di euro e alla chiusura del bando arrivarono 64 proposte formative.
Il Comitato di Sorveglianza 2015, continua l'esponente del Pd, ha inoltre evidenziato, che le risorse mobilitate dalla giunta Burlando sul POR FSE Liguria 2014-2020 contro la dispersione scolastica ammontavano a oltre 14 milioni di euro, mentre, per la sola provincia di Genova, il Piano Giovani dell'ente regionale "ha finanziato 5 progetti che hanno visto un numero totale di accessi pari a 423 giovani di cui 292 presi in carico". Insomma, chiarisce Rossetti, "una serie massiccia di interventi che ormai appartengono al passato, visto che la nuova amministrazione regionale non ha ancora dato alcun segnale nei confronti della lotta alla dispersione scolastica. La Regione riprenda quel filo che si è interrotto con l'ultimo bando di 4 anni fa".

 

stoppani-cogoletoLa Regione chiederà al governo di continuare a finanziare la bonifica dell'area ex Stoppani, grazie all'impulso dell'interrogazione presentata questa mattina in aula dal consigliere regionale del Pd Valter Ferrando. "L'assessore Giampedrone – ha precisato l'esponente del Partito Democratico – ha assicurato che si farà portavoce delle richieste del territorio nei confronti del governo. Nei prossimi giorni presenterò un ordine del giorno che spero venga firmato e approvato da tutti i Gruppi consiliari per dare ancora più forza al mandato della Giunta regionale presso il ministero dell'Ambiente. Sono convinto – conclude Ferrando – che per affrontare in modo adeguato la questione degli interventi di bonifica dell'ex Stoppani per i quali serve un cospicuo finanziamento, occorra un'azione sinergica fra i vari livelli istituzionali. E' importante che quest'intervento si concluda, per restituire un'area fondamentale ai cittadini di Cogoleto e di tutta la Liguria e per ripagare delle sofferenze decennali patite quei territori e quelle popolazioni".

Ferrando: " Defibrillatori nelle farmacie liguri? C'é l'impegno dell'assessore Viale ad avviare un confronto con le associazioni di categoria

Genova, 21 marzo 2017

Defibrillatore"Via libera da parte dell'assessore Viale ad aprire una discussione con le associazioni di categoria dei farmacisti liguri per dotare le farmacie di defibrillatori". Ad annunciarlo è il consigliere regionale del Pd e vicepresidente della commissione Sanità, Valter Ferrando. "Oggi il Partito Democratico ha presentato un'interrogazione in aula per chiedere l'utilizzo, presso le farmacie del nostro territorio, di defibrillatori, in modo da creare una rete di soccorso per intervenire tempestivamente nei confronti di chi dovesse essere colpito da arresto cardiaco – sottolinea Ferrando – Una proposta che ha riscontrato l'interesse dell'assessore alla Salute. Attendiamo quindi che vengano prese le iniziative necessarie per avviare un dialogo con i farmacisti. L'impiego rapido di un defibrillatore in caso di arresto cardiaco è il mezzo più efficace per salvare il paziente e vista la presenza diffusa delle farmacie sul territorio, sarebbe importante che questi presidi si dotassero di un tale strumento salvavita".

Questo sito usa i cookie per offrirti la miglior esperienza possibile di navigazione. Continuando acconsenti all’utilizzo dei cookie. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information