Comunicati Stampa

PAITA E ROSSETTI: "DUE TAVOLI SEPARATI PER LA LEGGE SULLA LUDOPATIA? DA UNA PARTE RIXI CON I GESTORI FORTI, DALL'ALTRA VIALE CON I GIOCATORI DEBOLI. SCENEGGIATA PENOSA"

Genova, 2 Gennaio 2018

Al centro della discussione c'è la nuova legge sulla ludopatia – dichiarano Raffaella Paita, capogruppo Pd in Regione Liguria, e Sergio Rossetti, consigliere Pd in Regione Liguria – ma le parti coinvolte non vengono fatte sedere allo stesso tavolo. Da una parte ci sono l'assessore Rixi con la neonata Assogioco, l'associazione che riunisce una ventina di aziende distributrici di slot machine in tutta la Regione e difende i posti di lavoro. Dall'altra l'assessore Viale con Mettiamoci in Gioco, che riunisce una decina di associazioni in lotta contro i rischi del gioco d'azzardo. Chiaro che i due gruppi hanno posizioni opposte. All'ordine del giorno c'è l'applicazione della legge regionale contro l'azzardo 17/2012 che impone una distanza minima di 300 metri tra le sale gioco e i luoghi sensibili come scuole o chiese e il divieto di pubblicità. La Giunta Toti ha deciso di sospendere per sei mesi l'applicazione della legge e di sostituirla con una meno restrittiva, a vantaggio degli operatori. Il tempo stringe ed è disonesto tenere l'argomento su due tavoli, gestendo lo scontro ad un livello superiore, con Rixi l'economico da una parte che spalleggia i gestori forti e Viale la sociale che cerca di ammansire i giocatori deboli. Una sceneggiata penosa. Chiediamo che non si faccia un passo indietro rispetto alla norma regionale che avevamo approvato nel ciclo scorso.

Raffaella Paita, capogruppo Pd in Regione Liguria
Sergio Rossetti, consigliere Pd in Regione Liguria

PAITA E LUNARDON: "TROPPI NEGOZI CHIUSI. IL PICCOLO COMMERCIO VA DIFESO CON UNA POLITICA MIRATA. PROPONIAMO AREE DI RISPETTO ATTORNO AI CIV E FINANZIAMENTO DEI PATTI D'AREA"

Genova, 2 Gennaio 2018

Il piccolo commercio – dichiarano Raffaella Paita, capogruppo Pd in Regione Liguria, e Giovanni Lunardon, consigliere Pd in Regione Liguria – soffre una crisi profonda. Lo spopolamento delle botteghe non solo crea zone vuote nei quartieri, causando problemi in particolar modo agli anziani, ma allenta la rete di controllo sul territorio, lasciando maggiori margini d'azione alla criminalità. Le conseguenze pesano anche sui dati dell'occupazione: in un anno la Liguria ha perso 7mila posti di lavoro (-1,1%), molti dei quali proprio tra i lavoratori indipendenti del commercio. La Giunta Toti, dopo avere fatto una bandiera della difesa del piccolo commercio in campagna elettorale, ha piuttosto privilegiato la media e grande distribuzione. A parte le briciole della legge a tutela della botteghe storiche, gli atti della giunta Toti vanno in realtà nella direzione opposta. Appena insediata ha eliminato i vincoli presenti nella precedente programmazione commerciale che impedivano l'insediamento di medie e grandi superfici di vendita nelle aree di pregio urbano (Su e Iu) previste dal Piano Paesaggistico. Di recente, nel collegato alla Legge di Bilancio, ha tentato di generalizzare la diffusione della media distribuzione in una norma che doveva sostenere la realizzazione di nuovi parcheggi, poi ritirata a seguito delle proteste dell'opposizione e delle associazioni del commercio. Chiediamo da mesi, fino a oggi invano, i dati sulla spesa dei Fondi Europei su questo tema. Toti dica dove si è investito e se i dati segnalassero un ritardo, si impegni a correggere la rotta. Riteniamo, come abbiamo più volte sottolineato in passato, che occorra un intervento strutturato e strategico a difesa del piccolo commercio. Due proposte si possono realizzare subito se c'è la disponibilità della Regione. Uno: chiediamo alla Regione di creare un'area di rispetto attorno i Civ, cioè un raggio (da definire) entro cui non possano essere insediate attività di media e grande distribuzione, a tutela dei piccoli esercizi. La proposta è stata votata in un ordine del giorno avanzato da noi un anno e mezzo fa. Rimasto lettera morta. Si dia corso a quell'ordine del giorno. Due: chiediamo di incentivare i Patti d'area, in cui sono rappresentati i Comuni e gli operatori commerciali, per valorizzare alcune parti delle nostre città e stimolarne la crescita. La Regione, ad esempio attraverso il Fondo Strategico, dovrebbe finanziare i Patti d'Area: i Comuni in questo modo potrebbero diminuire l'Imu sulle attività produttive nelle zone interessate dai Patti d'Area, consentendo così l'alleggerimento dei canoni di locazione per i commercianti che gestiscono quei locali.

Raffaella Paita, capogruppo Pd in Regione Liguria
Giovanni Lunardon, consigliere Pd in Regione Liguria

PAITA, ROSSETTI E LUNARDON: "PRONTO SOCCORSO IN TILT. INACCETTABILE. CHIEDIAMO LE DIMISSIONI DI LOCATELLI"

Genova, 2 gennaio 2018

mediciOggi il naufragio dei pronto soccorso – dichiarano Raffaella Paita, capogruppo Pd in Regione Liguria, e Sergio Rossetti, consigliere Pd in Regione Liguria - viene annunciato da tutti i media. Alcune pubbliche assistenze sono ferme dalle 8 di stamattina in attesa che vengano restituite le barelle trattenute al pronto soccorso che non riesce a smaltire le richieste di intervento. Il tempo di attesa per una visita ha raggiunto le otto ore. Il personale dei pronto soccorso è stralunato dal caos in cui deve lavorare.
Perché, visto che questo non è il primo allarme, non sono stati ancora presi i seguenti provvedimenti? Cioè:
- fare confluire le barelle necessarie dagli altri reparti, restituendo quelle delle pubbliche assistenze, in modo che possano riprendere il servizio
- attivare la convenzioni con gli enti accreditati che si occupano degli anziani, in modo che si facciano carico a spese del servizio pubblico degli anziani parcheggiati nelle corsie
- acquisire immediatamente infermieri dalle agenzie specializzate per fare fronte all'emergenza e occupare tutti i posti letto. Al pronto soccorso del S. Martino ci sono dieci stanze vuote.

PAITA E LUNARDON: "INVECE DI CHIEDERE L'AUTONOMIA A GENTILONI IL GIORNO IN CUI SI SCIOLGONO LE CAMERE, TOTI AVVII SUBITO UNA DISCUSSIONE PER SCRIVERE UN DOCUMENTO CONDIVISO DA PROPORRE AL GOVERNO"

Genova, 2 gennaio 2018

Regione facciataToti crede talmente tanto nel tema dell'autonomia – dichiarano Raffaella Paita, capogruppo Pd in Regione Liguria, e Giovanni Lunardon, consigliere Pd in Regione Liguria - che ha pensato bene di inviare una lettera a Gentiloni su questo argomento il giorno stesso dello scioglimento delle Camere, cioè quando di fatto Gentiloni non se ne può più occupare. La Regione Emilia, che sul tema, regolato dall'articolo 116 della Costituzione, ha fatto da apripista, ha iniziato lo stesso lavoro un anno e mezzo fa, dopo una vasta consultazione della comunità regionale (sindacati, imprese, terzo settore). Un'operazione preparatoria capillare, a fronte della quale ha portato in consiglio regionale un articolato atto di indirizzo prima di aprire il confronto con il Governo. Noi siamo alle letterine di Natale. Poi, un sommesso suggerimento. L'autonomia non è l'albero della cuccagna.

ROSSETTI: "ANCORA DISAGI NEI PRONTO SOCCORSO. OGGI HO VISITATO SAN MARTINO, GALLIERA E VILLA SCASSI: NON E' POSSIBILE CHE UN'INFLUENZA DI STAGIONE DIVENTI UN'EMERGENZA. FALLIMENTO DI TOTI, VIALE E ALISA"

Genova, 29 dicembre 2017

"Non è possibile che la classica influenza di stagione, prevedibile e attesa, diventi ancora una volta un'emergenza". Lo dice il consigliere regionale del Pd Pippo Rossetti che, dopo le polemiche dei giorni scorsi, oggi ha visitato i pronto soccorso degli ospedali genovesi per verificare personalmente cos'è successo e cosa potrà capitare da qui alla fine delle festività natalizie. "Purtroppo anche nella giornata odierna – continua Rossetti – al San Martino, al Galliera e al Villa Scassi ci sono stati alti flussi di affluenza con ricadute sui tempi di attesa per gli utenti. Il personale ospedaliero fa davvero il possibile per garantire il servizio. L'ho trovato stanco e preoccupato per i prossimi giorni. Non è facile lavorare in una situazione di costante sovraffollamento avendo saturato i posti ospedalieri e c'è da chiedersi quali soluzioni potranno essere trovate sui flussi post Capodanno e post Epifania".

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