Women's March on Genoa

Sabato 21 gennaio alle ore 17 in piazza De Ferrari

womens marchIl 21 gennaio 2017, le donne americane scendono in piazza.
Non in una piazza qualsiasi, ma nella stessa in cui il 28 agosto del 1963 Martin Luther King pronunciò il suo discorso contro la segregazione razziale che culminò con la celebre frase: “I have a dream”.
Era la “Marcia su Washington per il lavoro e la libertà”, una delle più grandi manifestazioni politiche della storia degli Stati Uniti.
Oggi una nuova marcia su Washington, organizzata da donne nel giorno successivo all'insediamento del nuovo Presidente, una marcia in nome di tutti i diritti ancora mancati. Replicata in centinaia di piazze in tutto il mondo per difendere l’uguaglianza di genere, contro la misoginia, il razzismo e l'omofobia.

Adesioni:
Giovani Democratici Liguria
ANPI Genova
Arcigay Genova
PD Genova
Ca' Maman
Se non ora quando Genova
Il pane e le rose
Associazione Rainbow Pangender Pansessuale Genova-Liguria Gaynet
Leftlab Genova

Amianto: Tullo-Giacobbe, grande soddisfazione per lavoratori

Roma, 19 gennaio 2017

giacobbe  tullo 

 E' motivo di grande soddisfazione il fatto che si sia definitivamente risolta la vicenda che ha riguardato tanti lavoratori genovesi a cui era stata revocata la certificazione dell'esposizione all'amianto. Con la recente comunicazione della direzione centrale dell'Inps, è stato chiarito che le certificazioni di esposizione all'amianto devono essere riconosciute a tutti i lavoratori interessati, compresi coloro che, dopo essersi opposti in giudizio alla revoca indiscriminata delle certificazioni, avevano dovuto registrare sentenze negative passate in giudicato.

Gruppo Pd: "La giunta Toti scarica solo su alcuni Comuni l'emergenza profughi per meri fini elettorali e difende i sindaci contrari all'accoglienza"

Genova, 17 gennaio 2017

boot-998966 960 720La Giunta Toti non aprirà gli immobili della Regione (Arte e Asl) ai profughi, lasciando soli i Comuni liguri che al momento si stanno occupando dell'accoglienza. L'esempio più lampante è quello del Comune di Genova e di altre 20 amministrazioni del territorio metropolitano (su 67 totali) che, in solitudine, stanno affrontando quest'emergenza umanitaria. Un modo decisamente rivoltante di fare campagna elettorale in vista delle elezioni amministrative, perché se da una parte Toti, Viale e co. difendono i loro sindaci di centrodestra che si sono opposti all'accoglienza, dall'altra tentano di portare al collasso chi finora si è fatto carico, con grande senso di responsabilità, di questa emergenza. Il tutto sulla pelle dei cittadini liguri e su quella dei profughi, che l'assessore continua a chiamare "presunti", senza alcun rispetto nei confronti di chi fugge da guerra, fame, disperazione e morte.

Paita, De Vincenzi e Barbagallo: "Il raddoppio del Ponente? Va fatto a monte come prevede l'accordo. Ora bisogna trovare i finanziamenti"

Genova, 16 gennaio 2017

trenoTornare indietro su un progetto condiviso e strategico come lo spostamento a monte del raddoppio ferroviario del ponente è sbagliato e anacronistico. Dopo una discussione durata parecchi anni, la Giunta regionale di centrosinistra aveva chiuso un accordo su quest'infrastruttura (ricordiamo la tragedia sfiorata a causa del deragliamento dell'intercity avvenuto proprio tre anni fa) e adesso non resta che trovare i finanziamenti necessari a realizzare un'opera importantissima, al pari del Terzo valico. Proprio sulla scorta della linea dei Giovi si era pensato di realizzare il raddoppio del ponente a lotti, se non altro per rendere quest'opera irreversibile. D'altra parte la svolta per il Terzo valico arrivò proprio con i 'lotti costruttivi' codificati dal governo in un accordo con la Corte dei Conti. Per il raddoppio del ponente bisogna fare lo stesso.

Vazio sul raddoppio ferroviario: "Abbiamo discusso per 40 anni!! Non abbiamo bisogno di parole, ma del via libera definitivo per iniziare i lavori"

Savona, 15 gennaio 2017

vazio francoHo letto sui quotidiani oggi di un dibattito surreale.
E' davvero curioso che dopo 40 anni di discussioni, di assemblee pubbliche, di consigli comunali congiunti, di ordini del giorno plenari, unanimi, con tutti convinti della bontà e dell'utilità dello spostamento a monte della tratta ferroviaria Andora - Finale, qualcuno, forse sceso da Marte, sostenga ora dottamente il contrario.
Unico fine: perdere, ancora una volta, la possibilità di realizzare l'opera con idee strampalate e per nulla condivise. Abbiamo già perso tutti i treni che sono passati, gli altri territori hanno già finito l'opera e da noi c' chi ha ancora voglia di discutere......
A chi vuole il mantenimento in sede della tratta ferroviaria, chiedo di spingersi verso ponente a vedere cosa ha significato per quei comuni il riutilizzo della vecchia sede dei binari a fini turistici, pedonali e ciclabili.

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